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Ferrara è in lutto per Pagnoni «Sapeva unire mondi diversi»

Ferrara è in lutto per Pagnoni «Sapeva unire mondi diversi»

È morto a 83 anni l’importante figura culturale, membro del Gramsci Baratelli: un protagonista del nostro istituto, superava ogni divisione 

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il ricordo

«A nome dell’Istituto Gramsci esprimo dolore per la morte del carissimo amico Carlo Pagnoni». Fiorenzo Baratelli, presidente dell’Istituto Gramsci, annuncia così la perdita dell’amico e attivo uomo culturale Pagnoni, 83 anni. In passato anche collaboratore della Nuova Ferrara, Pagnoni era vedovo da un paio d’anni e non aveva figli, ma alcuni nipoti che pur non abitando nella nostra (e sua) città erano legati a lui.

«Carlo è stato tra i protagonisti dell’attività del nostro istituto come membro del comitato direttivo - continua Baratelli -. Carlo è stato una persona capace di tessere relazioni con tanti mondi politici e culturali. Nella nostra città tutti conoscono la sua raffinata cultura, la passione civile, la conoscenza e appartenenza al mondo cattolico progressista, l’appassionata militanza nella Cgil e nella sinistra politica. Ricordiamo la sua capacità di organizzatore culturale (pensiamo al circolo culturale di via Bologna, di cui fu anima e animatore per molti anni), la sua dote di scrittura (ci ha lasciato saggi e libri su figure importanti della vita cittadina), la sua innata empatia e curiosità che gli consentivano di coltivare amicizie e relazioni al di là dei tradizionali steccati ideologici e religiosi. Carlo, in tempi di risse e troppi accesi scontri, si è sempre distinto come costruttore di ponti tra le persone e fra mondi culturali e politici diversi. Tutto ciò ha fatto di Carlo Pagnoni uno tra i maggiori protagonisti della vita culturale della nostra comunità. Ci mancherà, ma chi lo ha conosciuto non dimenticherà mai la sua mite e generosa persona. È stato uno dei migliori figli della nostra città. Troveremo i modi e creeremo le occasioni per ricordarlo come merita. Condoglianze ai famigliari», conclude Baratelli.

Alle condoglianze si unisce anche Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di storia contemporanea cittadino: «Mi divertivo a chiamarlo catto-comunista, lui era proprio la perfetta personificazione di questa definizione. Ero molto legata a lui, perché negli anni abbiamo organizzato tante iniziative. E che piacere sentirlo parlare».

La data dei funerali è ancora da fissare. —

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