La Nuova Ferrara

il webinar  

Strati generali della cultura L’Arci riflette sul futuro dei lavoratori del settore

Matteo Bianchi

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«Abbiamo trasformato Strati della Cultura – esordisce Massimo Maisto – in un momento di formazione condivisa attraverso tre webinar che rappresentino il nostro guardare al futuro come organismo associativo».

Prosegue nella giornata di oggi la 13esima edizione dell’iniziativa curata da Arci Bologna con Arci nazionale e con l’Unione dei Circoli Cinematografici Arci-Ucca. Un’edizione che a causa della serrata dovuta alla pandemia si svolge interamente online, ma senza rinunciare al futuro. Non a caso, il titolo scelto dagli organizzatori è “The Day After Tomorrow”, proprio quando la sospensione mette a rischio l’esistenza di migliaia di progetti e luoghi dedicati alla cultura, lasciando a casa tanti lavoratori del comparto e rendendo il nostro paese più povero e insicuro.

fondi europei e spazi ibridi

«Abbiamo inaugurato la giornata di ieri con un confronto sui fondi del Next Generation EU e il piano di ripresa – prosegue il presidente regionale dell’Arci –. Per noi resta fondamentale avere un ruolo attivo quando si tratta di sostenibilità, partecipazione, ricambio generazionale e parità di genere. Poi ci siamo focalizzati sugli spazi ibridi, ovvero sulla possibilità di trasformare alcune nostre situazioni in imprese sociali no-profit, proprio per continuare a essere efficaci nel nostro lavoro culturale. Uno strumento di carattere imprenditoriale può essere utile per sostenere e agevolare circoli e festival», aggiunge Maisto.

IL RAPPORTO CON GLI ENTI PUBBLICI

La mattinata comincia alle 10 esplorando con alcuni esperti l’argomento relativo agli “Strumenti per la co-progettazione con le Pubbliche Amministrazioni”: «Con la riforma del terzo settore gli enti pubblici in ambito solidale potranno superare la logica dell’appalto e dell’economicamente vantaggioso che spesso sacrificano l’inclusione associativa – conclude Maisto – e costruire così progetti collettivi». —

Matteo Bianchi

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