I capolavori del Beato Angelico ritrovano tutto il loro splendore
Riallestita la Sala dell’Ospizio, che accoglie 16 opere del grande pittore rinascimentale tra cui la “Deposizione di Cristo”
firenze. Simbolo identitario e nume tutelare del fiorentino Museo di San Marco, il Beato Angelico ritrova la propria centralità nel percorso che accompagna il visitatore alla scoperta della sua opera. A chiusura delle celebrazioni per i 150 anni del museo, avviate un anno fa, viene infatti riallestita, grazie al contributo dei Friends of Florence, la così detta Sala dell’Ospizio, l'ambiente realizzato fra il 1918 e il 1921 destinato ad accogliere la più importante raccolta al mondo di opere su tavola dell'Angelico, padre fondatore del primo Rinascimento fiorentino che proprio in San Marco aveva il suo epicentro.
La nuova disposizione, che cambia radicalmente quella del 1980 voluta dall’allora direttore Giorgio Bonsanti, grazie anche ad una illuminazione tecnologicamente aggiornata, consente di apprezzare come mai prima d'ora, l’incanto stupefacente che traspare dai dipinti, un disegno al contempo netto e raffinato, sul quale s’innesta una stesura pittorica che, nel pieno della maturità, tocca vertici insuperati di delicatezza e trasparenza.
Le opere seguono così una coerente successione cronologica, esaltando al tempo stesso la relazione armonica delle loro dimensioni entro gli spazi della sala, arricchita nei contenuti da didascalie e pannelli in italiano e in inglese, che presentano anche le ricostruzioni dei complessi pittorici originari, illustrando le loro parti oggi conservate in altri musei in Italia e all’estero, a conferma della diaspora che ha interessato la produzione del Beato Angelico.
Sono 16 i capolavori esposti (mancano la Pala di Bosco ai Frati e il Polittico francescano, attualmente in restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure), dalle tavole più monumentali, come la Deposizione di Cristo per la cappella Strozzi in Santa Trinita, la Pala di Annalena e quella di San Marco (con le parti superstiti sfuggite alla dispersione) e il Tabernacolo dei Linaioli, per arrivare ai dipinti di dimensioni minori, vedi le tavole dell’Armadio degli Argenti, le raffinatissime predelle e i reliquari.
Infine il Compianto sul Cristo morto è stato al centro di un intervento di riordino estetico della parte inferiore, già celata da una sagoma oggi rimossa. —
G.R.
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