Un pezzo di Ferrara al Lima Jazz con i musicisti di “Niafunken”
I musicisti Enzo Favata e Marcello Peghin sono stati tra i protagonisti del Lima Jazz Festival, appuntamento che si è svolto in diretta streaming nella notte appena trascorsa per l’Istituto Italiano di Cultura in Perù. I due, che si sono esibiti sotto il nome “Secret Window”, fanno parte della scuderia di artisti della neonata etichetta discografica ferrarese “Niafunken” di Govind Singh Khurana, già alla guida della New Model Label. Il festival è stato registrato e chi non è riuscito a passare la notte davanti a un monitor collegato alla pagina Facebook dell’Istituto peruviano, potrà recuperare sul canale Youtube la performance che resterà online per tutto il prossimo anno.
I MUSICISTI
Enzo Favata è uno dei nomi più rappresentativi del jazz italiano, attivo fin dai primi anni ottanta, ha saputo costruire un linguaggio personale che attraversa gli stili e lo spazio, esplorando con la sua ricerca sonorità e strumenti della tradizione della Sardegna e del mondo, sempre con uno sguardo verso il futuro. Insieme a lui, Marcello Peghin, con chitarra elettrica, chitarra acustica ed effetti, una collaborazione che si è rafforzata in molti anni, e in progetti come Ajo con Dino Saluzzi, il Quintetto Atlantico e Voyage en Sardaigne. Favata alterna i suoi strumenti a fiato, come sax soprano, clarinetto basso e clarinetto all’uso della concertina e dell’effettistica elettronica. “Secret Window” è un concerto di atmosfera, intimista e raccolto, pensato per essere esguito in luoghi naturali suggestivi.
C’è spazio anche per un momento con uno degli strumenti sardi più noti, le launeddas ma anche per un omaggio al Sud America con “Milonga Del Sol”, figlio dei numerosi incontri e concerti tenuti in quel continente. “Secret Window”, il brano che da il titolo allo spettacolo è un altro classico del repertorio che comprende quattro brani inediti, realizzati appositamente per questo concerto e dedicati a Lima e a tutto il Sud America.
Un’altra prova, l’ennesima, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, per fare capire quanto la musica sa e può essere trasversale e unire le persone anche tra Paesi diversi e lontani. —
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