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Nucleo per l’ambiente Chenditrì, messaggio contro lo sfruttamento massimo della terra

Nucleo per l’ambiente Chenditrì, messaggio contro lo sfruttamento massimo della terra

Alle 18 lo spettacolo con i giovani attori Sergio e Tisano Ispirato a Brecht, sarà aperto ai commenti degli spettatori

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Le Magnifiche Utopie, stagione teatrale ideata da Teatro Nucleo per nutrire i sogni e le visioni, per sostituire “l’aver cura” alla “chiusura”, prosegue oggi alle 18 con lo spettacolo “Chenditrì”, ovvero l’albero delle caramelle in una versione video-teatrale trasmessa dalla pagina Facebook di Emilia Romagna Creativa – il portale della Regione Emilia-Romagna sugli eventi e i temi della vita culturale regionale – e su Lepida Tv grazie alla collaborazione dell’assessorato alla cultura della Regione. Gli spettatori potranno inviare commenti, domande, impressioni durante e dopo la visione, così che martedì 29 alle 18 si terrà un dialogo di approfondimento su ambiente, biodiversità e arte trasmesso dalla pagina Facebook di Teatro Nucleo alla presenza di Natasha Czertok, regista di “Chenditrì”, e Fabio Fioravanti, docente dell’Università di Bologna e di Parma del Master in agricoltura biologica, autore di numerose pubblicazioni sulla agricoltura biodinamica.

il lavoro

Ispirato al dramma “L’eccezione e la regola” di Bertold Brecht e al video-documentario “Land Rush” di Hugo Berkeley e Oswald Lewat, “Chenditrì” condurrà il pubblico nel regno di Balalla, dove con il perfido mercante Langmann e la resiliente contadina Idrissa gli spettatori faranno esperienza dello sfruttamento intensivo della terra. Sottratte alle popolazioni locali e alle colture autoctone, sterminate porzioni di terreno coltivabile vengono infatti sfruttate dalle multinazionali del settore alimentare ed energetico, impoverendo la biodiversità e disgregando le comunità. Accade in Africa, in America Latina, nel Sud-est asiatico, ma succede anche molto vicino a noi, nella Pianura Padana, ad esempio, dove ogni giorno viene perduto terreno agricolo equivalente a sette volte piazza Duomo a Milano sia a causa della cementificazione che per la produzione di bio-carburanti, ultima speculazione del mercato energetico e dei trasporti.

Con la drammaturgia di Greta Marzano e la regia di Natasha Czertok e Martina Pagliucoli, “Chenditrì” nel 2019 è stato insignito del Premio Paola Scialis «per essere riusciti a raccontare la storia della perdita della tradizione contadina a scapito del sistema capitalistico senza mai perdere di vista i bisogni di un pubblico infantile, ma riuscendo al tempo stesso a non cadere nella trappola della storia esemplificativa e predicatoria. Per la ricca orchestrazione di immagini oniriche e suggestive, capaci di pescare a piene mani nella memoria collettiva (dal Pinocchio collodiano alle favole di Calvino, passando con ironia graffiante sulle derive di un certo linguaggio televisivo e pubblicitario), ben calibrate dal gesto marionettistico degli interpreti e da un sapiente uso delle musiche di scena. Per l’ironia del doppio finale che ha tutto il sapore della narrazione sperimentale alla Resnais, senza diventare vuoto esercizio intellettuale. E, infine, per le patate e per le zucchine che davvero possono essere più dolci delle caramelle se le si manda giù con un pizzico di fantasia e una spolverata di buonumore».

“Chenditrì” – nella versione affidata all’interpretazione dei giovani attori Riccardo Sergio e Francesca Tisano – porta avanti la stagione teatrale Le Magnifiche Utopie, pensata per essere realizzata in presenza al Teatro Julio Cortàzar di Pontelagoscuro in dodici appuntamenti fino a maggio 2021 e che, fin quando non sarà nuovamente possibile aprire al pubblico, avrà luogo in forme alternative di fruizione, «per continuare a prendersi cura degli spettatori e del proprio territorio. Perché il Teatro Cortàzar è sempre vivo, anche in un momento in cui il suo spazio fisico non può essere attraversato». Info: link https: //www.teatronucleo.org/ —

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