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L’Album di famiglia che racconta ottant’anni di Ferrara Firmati Turchi

Davide Bonesi
L’Album di famiglia che racconta ottant’anni di Ferrara Firmati Turchi

Viaggio nei ricordi per l’ex dirigente di Usl, Provincia e Acer «Parto dal mio bisnonno ma in fondo parlo di questa città»

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Davide Bonesi

«Ero in ferie in Grecia e fra i libri portati da leggere in vacanza c’era “Ora dimmi di te” di Camilleri, nel quale il popolare autore scrive a una nipotina raccontando aneddoti della sua vita, utili per quando lui non ci sarebbe più stato. L’idea mi era piaciuta subito, ho cominciato a pensare a cosa sapevo realmente dei miei nonni e in fondo anche dei miei genitori (nella foto in copertina il piccolo Turchi è sulla bicicletta del papà in piazza a Ferrara; ndr), in particolare gli anni della gioventù». Marco Turchi, 70enne ferrarese in ottima forma, laurea in filosofia a Firenze e sociologia a Urbino, una lunga carriera fra Comitato di gestione dell’Usl, Provincia, Comune per finire con l’Acer, spiega così le ragioni che lo hanno portato ascrivere “Album di famiglia. Sessant’anni di vita ferrarese” (Faust Edizioni).

l’idea

Turchi, impegnato in queste ultime settimane (mesi) a portare avanti l’importante progetto di Casa della cultura ferrarese, lo scorso anno aveva scritto a quattro mani con Daniele Civolani il volume “Carmen Capatti. Una vita per gli altri”. Ma in testa c’era sempre l’idea di un libro che parlasse della sua famiglia e, al contempo di Ferrara, dagli anni ’60 fino praticamente a pochi giorni fa, come spiega lo stesso Turchi: «Quando l’ho finito ho pensato di farlo leggere a un paio di amici, entrambi mi hanno consigliato di pubblicarlo, perché non era la storia della mia famiglia, bensì un libro su Ferrara, frutto anche delle mie esperienze di lavoro tra Usl, Provincia, Comune di Ferrara e Acer».

il viaggio

Ma nella sostanza “Album di famiglia” è il racconto di chi c’è stato prima di Turchi, partendo addirittura dal bisnonno garibaldino, in un viaggio che alla pari di Camilleri vuole essere un racconto dei membri di questa famiglia a un nipotino o nipotina che ancora non c’è, «ma arriverà» dice Turchi, che continua: «Man mano che ricordavo episodi legati alla mia famiglia, me ne uscivano degli altri, insieme a diversi aneddoti. Le pagine di fatto si sono scritte da sole».

La prefazione al volume è stata scritta dal dottor Riccardo Modestino (al fianco di Turchi nel progetto Casa della cultura), figlio del noto preside Pasquale: «Nel libro parlo anche del professor Modestino, che sembrava un uomo uscito dal XIX secolo. In fondo quando parlo di lui saranno in tanto a riconoscersi, così come racconto aneddoti legati alle persone incrociate nella mia esperienza politica da consigliere comunale o al lavoro nell’ex ospedale psichiatrico. Racconto anche di quella volta in cui fui a un passo dal diventare assessore del Comune di Ferrara, ma evitai. I nomi sono tanti, altri personaggi invece non li cito, ma dovessero leggere questo libro saprebbero di certo riconoscersi».

E se gli amici fidati di Turchi lo hanno convinto a pubblicare il libro, l’editore ferrarese Fausto Bassini ha chiuso il cerchio, spiegando all’autore come fosse doveroso portare quest’opera in libreria: «Da una parte penso che i ferraresi potrebbero non essere interessati alla mia storia, dall’altra però sono convinto che la gente abbia voglia di leggere (e riscoprire) le proprie origini e qui ci sono tante storie ferraresi».

Annullata la prima presentazione prevista alla Biblioteca Ariostea, il libro (256 pagine, costo 12 euro), da pochi giorni è disponibile nelle principali librerie cittadine, alla Marchesana ed anche nella bancarella di piazza Municipale. —

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