Militare medagliato e stimato scienziato Un libro e un luogo per celebrare Taibel
Copparo, l’incredibile vita dell’ufficiale degli Arditi laureato in zoologia Professore a Pisa, ha scritto volumi naturalisti studiati in tutto il mondo
il personaggio
Davide Bonesi
Perché non tutti sanno che quel Alulah Taibel, naturalista e scienziato con centinaia di pubblicazioni tra le due Guerre Mondiali, punto di riferimento in campo internazionale nel mondo scientifico, è un copparese doc, figlio di Gondisalvo Taibel, ufficiale della guardia di finanza. E non solo, Taibel è stato anche un valido militare, prima alla guerra Italo Turca, poi nella Prima Guerra Mondiale, tanto da guadagnarsi come ufficiale degli Arditi tre medaglie d’argento al Valor militare e due di bronzo.
Un personaggio a tutto tondo, che si è ampiamente meritato il libro “L’ardito naturalista. Dal Podgora alle Ambe, dal Carso al Guatemala: la vita avventurosa di Alula Taibel”. Un figlio dimenticato di Ferrara, morto in solitudine nel 1984 all’età di 92 anni nella casa di riposo di Serravalle, celebrato doverosamente dagli autori del volume, Giacomo Bollini e Donato Bragatto, quest’ultimo storico ferrarese, membro dell’associazione Pico Cavalieri. Ed è notizia di poche settimane fa che il Comune di Copparo ha accettato la proposta di intitolare una via, una piazza o un parco comunali a Taibel. Richiesta che adesso attende di essere esaminata dalla commissione toponomastica dell’Unione Terre e Fiumi.
protagonista in guerra
Ma chi era Alulah (poi Alula) Taibel? Intanto andiamo all’origine, era yemenita, il vero cognome era El-Taib. I suoi antenati si erano prima insediati in Inghilterra e Cecoslovacchia, il nonno era nato vicino a Praga. Il padre Gundesval (diventato Gondisalvo) era un garibaldino, morto il giorno prima che nascesse il figlio e fattosi seppellire in Ungheria.
Alula Taibel è cresciuto a Copparo, ma ben presto ha sentito il richiamo della guerra, forse ispirato dai racconti sul padre. Come detto, fu assoluto protagonista, divenne maggiore del valoroso corpo degli Arditi e fu premiato con varie medaglie al valore. Ma ancora professore universitario stimato, da colonnello in congedo decise di arruolarsi anche per la Seconda Guerra Mondiale, seppur ormai cinquantenne nonché convinto antifascista. Fu mandato a combattere in Etiopia e con il suo reparto fu tra gli ultimi ad arrendersi. Visse ben quattro anni di prigionia in India e una volta tornato riprese, come se nulla fosse accaduto, l’attività universitaria.
gli studi
«Era un personaggio eclettico - racconta Bollini -, in pratica di lui si può dire tutto, attivo come militare, soprattutto studioso, ma anche partecipe alla vita religiosa e a quella politica».
Casuale la scoperta del materiale, Bollini e Bragatto sono profondi conoscitori della Prima Guerra Mondiale: «Pensavo valesse la pena indagare su Taibel, avendo trovato un suo diario in forma anonima. Grazie anche a mia moglie ho svolto delle ricerche, collegando questo diario a questo naturalista, affermato professore universitario a Pisa e Torino».
Taibel, infatti, proprio nella città toscana commissionò la pubblicazione (anonima) nel 1978 di questo dettagliato diario di guerra di quasi 800 pagine. «Lui scriveva in pratica ogni giorno, era stato prima in guerra in Libia, poi nel primo conflitto mondiale», dice ancora Bollini.
Come viene raccontato in modo dettagliato nel volume scritto a quattro mani con Bragatto, Bollini ha ricostruito anche la vita da studioso dell’eclettico Taibel: «Dopo aver studiato zoologia, è diventato in un primo momento un pezzo importante dell’Università di Bologna, braccio destro del noto naturalista e scrittore Alessandro Ghigi. Girò il mondo per studiare nuove specie animali, in particolare gli uccelli. Ma fra le tante pubblicazioni di natura scientifica, scrisse anche un racconto per bambini, nel quale si faceva riferimento proprio al diario anonimo già in mio possesso. In seguito lavorò a Torino e insegnò a Pisa, dove viveva con la moglie, prima di tornare per gli ultimi anni di vita nella sua Copparo». —
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