“Cronache agricole”: vita e lavoro nei campi del Ferrarese durante il XIX secolo
La canapa, il grano e l’arrivo del progresso in provincia. Il libro di Andreotti nato da documenti e articoli dell’epoca
FERRARA. Il passato torna a bussare alla porta, questa volta per ricordare (e raccontare) cos’è stata l’agricoltura in provincia di Ferrara nel XIX secolo. Maurizio Andreotti dopo due anni di ricerche ha pubblicato Cronache Agricole. L’agricoltura a Ferrara nell’800, edito dalla 2G, casa editrice ferrarese da sempre attenta a quello che succede ed è successo sul territorio.
«Sono stato per vent’anni tecnico agricolo, mi occupavo di produzioni integrate e nel corso del tempo, vendendo le varie attrezzature, ho cominciato a chiedermi come facessero quando tutto questo non c’era». Da qui Andreotti ha cominciato ad interessarsi alle tecniche e alle tecnologie del passato. «Sono anni ormai che vado in giro per i mercatini dell’usato e dell’antiquariato della provincia a cercare manuali e volumi meccanici per capire cosa utilizzavano per lavorare la terra nei secoli scorsi», spiega. Questa sua ricerca è confluita prima ne L’agricoltura a Ferrara nel ’700 e continua ora con Cronache Agricole. Per questo secondo capitolo, l’autore, ha frequentato a lungo anche le sale dell’Ariostea.
«Un paio di volte a settimana, per due anni, mi sono recato in biblioteca e ho consultato le pagine della Gazzetta Ferrarese. Sul quotidiano c’erano sia le cronache, sia informazioni sull’agricoltura; era uno strumento di divulgazione. Una volta acquisito il materiale l’ho assemblato ed è uscito questo libro».
CANAPA E GRANO
La cosa più difficile è stata amalgamare il tutto, far sì che il volume non si limitasse ad essere una raccolta di dati, informazioni tecniche e meccaniche di due secoli fa. «Ho individuato nella canapa e nel grano il filo conduttore di tutto. Erano quelle – racconta – le due colture principali nel Ferrarese nell’Ottocento ed erano loro che dettavano i ritmi di vita e di lavoro. Gli uomini lavoravano nei campi e le donne filavano, i primi erano più attivi d’estate e le seconde di inverno; erano altri ritmi, epoche che sembrano lontanissime ma che meritano di non essere dimenticate». E va proprio in questa direzione il lavoro di Andreotti: salvaguardare la memoria.
«Nel gennaio del 1862 - si legge nel libro - fu inaugurata la stazione ferroviaria di Ferrara, che permise un collegamento più regolare e sicuro per Bologna rispetto alla diligenza; per il prolungamento verso Rovigo, si dovette aspettare il dicembre del 1866. Nello stesso decennio, anche se con grandi ritardi e resistenze progredì la meccanizzazione di alcune operazioni agricole; sul finire degli anni Sessanta comparve la prima pubblicità della trebbiatrice a vapore sulle pagine della Gazzetta Ferrarese».
PER IMMAGINI
Il manoscritto, una volta ultimato, è stato mostrato al Maf (Mondo dell’agricoltura ferrarese) che ha voluto subito dare il patrocinio. La prefazione è firmata da Gian Paolo Borghi, storico locale. All’interno del libro non mancano foto e illustrazioni prese direttamente dalla Gazzetta Ferrarese mentre la copertina è stata realizzata da Alessio Bolognesi, illustratore che ha saputo racchiudere in un immagine lo spirito del libro e l’evoluzione del tempo: il lavoro nei campi e l’arrivo delle macchine agricole. Primi spiragli di un progresso che ha inevitabilmente, nel bene e nel male, cambiato per sempre la vita e il lavoro di milioni di persone. —
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