La Nuova Ferrara

IL LUTtO 

Anche la nostra città piange Loi «I poeti si amano, a prescindere»

M.B.

È morto lunedì a 90 anni l’importante critico letterario  e autore dialettale lombardo  Pavani ricorda il primo incontro: «Elegante nella semplicità»

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Lo scorso lunedì è scomparso Franco Loi, poeta dialettale lombardo (pur essendo originario di Genova), classe 1930, che si traduceva da sé in italiano con esiti sublimi. Era anche critico letterario ed è considerato uno dei maggiori poeti italiani del secondo dopoguerra.

A ricordarlo fra gratitudine e commozione nella nostra provincia è stata Monica Pavani, traduttrice, autrice teatrale e poeta a sua volta, la quale agli esordi ebbe la fortuna e il privilegio di essere incoraggiata e indirizzata proprio da lui.

«Posso solo ringraziarlo – esordisce Pavani –, perché quando ancora non lo conoscevo e con l’ingenuità dei principianti avevo partecipato a un concorso con un lungo poema, egli – che era in giuria – sentì che c’era qualcosa nel mio goffo tentativo di fare poesia. Di Loi conservo questa immagine: un uomo con ii capelli bianchi, camicia bianca, mi par di ricordare dei pantaloni blu e sicuramente un paio di sandali di cuoio. Niente affatto dimesso, piuttosto direi di un’eleganza forte della sua semplicità senza sfoggio».

STRANO INCONTRO

Nell’occasione, dopo averla chiamata a sé, Loi si sedette a un tavolino con Pavani mostrandole le correzioni e i suggerimenti che aveva preso sul suo testo, come se fosse stato scritto da lui. Solo con il tempo si rese conto di chi fosse quell’individuo dal sorriso lieve che si era interessato ai suoi versi, destando lo stupore degli altri premiati e con il quale iniziò un rapporto epistolare.

«Ho capito che i veri poeti sono tali poiché amano dialogare con chi ama la poesia – conclude Pavani –. I poeti si amano, a prescindere. Non importa la differenza di età, figurarsi di fama, di risultati raggiunti, anzi, ci si riconosce tra simili nell’inquietudine di una ricerca. La poesia non perdona mai, però solamente nel senso ricompensa con il massimo dei doni chi si dedica anima e corpo, e non solo a favore di se stesso».

La generosità di Loi rimane nelle persone che ha incontrato così l’aria vivifica che vortica nei suoi versi e tutt’intorno, senza mai smettere. D’altronde, «se scrivo è perché la vita la sia vera». —

M.B.

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