Naomo e Sgarbi sono tra i peggiori di Scanzi
Nel suo ultimo libro il giornalista “canta le gesta” del vicesindaco di Ferrara e lo mette sullo stesso piano del critico d’arte
Si dice «tanti nemici, tanto onore» e più i nemici sono valorosi più di riflesso lo si diventa a propria volta.
Dopo Salvini, Meloni, Briatore e l’immancabile Renzi, ne La Congiura dei peggiori (Rizzoli) Andrea Scanzi canta persino le gesta del vicesindaco Lodi. È la prima voce accreditata a metterlo sul medesimo piano di Vittorio Sgarbi, ad accomunarli fra i cosiddetti “peggiori” in circolazione.
Naomo forever
Il capitolo dedicato a Nicola Lodi, per tutti “Naomo”, fa il verso all’omonimo film di Batman, il vendicatore mascherato a cui per fortuna credono solo i bambini.
Ma il giornalista aretino con lui non si sbilancia, gli basta complimentarsi sarcastico con chi lo ha portato in auge e rammentarne il profilo: «Cinque condanne in patteggiamento per furto, usurpazione di funzioni pubbliche, sottrazione di cose pignorate e manifestazione non autorizzata; vive in una casa popolare a dispetto di una lusinghiera indennità di 3.227 euro al mese; è stato sorpreso a usare regolarmente un pass per disabili, nonostante spesso lo vedano in giro per Ferrara in sella alla sua bici».
Dal nuovo libro il canone della morale comune ne esce invertito, ribaltato, violentato. L’analfabetismo funzionale, la capacità di giudizio azzerata, la società a prova di massa, l’opinione pubblica al seguito dei populisti. Sebbene Scanzi lo abbia scritto a misura di social e, magari, proprio per le tastiere che vorrebbe redimere, la domanda che la sua penna spietata continua a porre ai lettori è sempre quella: come ci si può riconoscere in figuri tanto discutibili nonché palesemente velenosi per la comunità?
Nella sua “Congiura”, Scanzi non afferma che tutti quelli che hanno votato Lega o Fratelli d’Italia siano fascisti o razzisti, ma di sicuro che fascisti e razzisti abbiano votato Lega come FdI o, peggio ancora... Scanzi nelle sue pagine esorta chi abbia a cuore le conquiste democratiche e il rispetto dell’altro in quanto libero cittadino, e lo fa appellandosi al principio di equità sociale, contrapponendosi a una destra che sente l’odore del sangue di una compagine al governo in continuo stallo, spesso non convincente e mai decisiva, proprio perché mai dialogante.
dandismo sgarbiano
Una destra rappresentata da individui come il nostro Sgarbi, che rifiutano qualsiasi norma o consiglio provenga da istituzioni avversarie, come indossare una mascherina per tutelare la salute altrui, ma fomentando i ferraresi in difficoltà sotto il Palazzo della Ragione, e auspicando addirittura che succeda anche qui quello che gli Stati Uniti stanno patendo con il barbaro assalto al Congresso. Credere in qualcosa non vale quanto non credere in alcunché, ogni scelta non vale quanto il suo contrario: benché il dandismo sgarbiano tenti di dimostrarlo a più non posso, tenti di relegare i propositi solidali a tante “belle” parole e ai tanti “bei” discorsi, in mezzo pesano le azioni di ciascuno. La volontà di proteggere il prossimo, di non assalirlo in Parlamento solo per contestarlo o, peggio, per screditare il Parlamento con una serie di sceneggiate.
Andrea Scanzi condanna la disonestà intellettuale della destra arrivata al raggiro, a gridare al ladro e al clandestino, a supporre ovunque complotti sinistroidi pur di controllare i voti.—
Matteo Bianchi
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