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La vita di Annicchiarico diventa un libro «60 anni di notti folli»

La vita di Annicchiarico diventa un libro «60 anni di notti folli»

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Si descrive così e senza sconti: bruttina, anzi chiattona, una che neppure in mise nera e trasparente se la filava qualcuno, anzi a 14 anni poteva fare la modella per cappotti conformati. E quindi incapace di suscitare invidie e gelosie, ma talmente travolgente, monella, loquace, da conquistarsi le simpatie di tutti gli artisti con cui ha lavorato fino a restare sulle scena da decenni, incrociando la sua biografia personale e professionale, non solo con quella di tanti nomi più noti, ma pure con qualche retroscena di 60 anni di vita italiana. Silvia Annichiarico, 73 anni, cantante, attrice, conduttrice radiofonica, protagonista, in prima persona, di Ma la notte... sì (Sagoma, 240 pagine, 18 euro), scritto con la giornalista della Gazzetta dello Sport, Gabriella Mancini e in uscita il 28 gennaio, di aneddoti da raccontare ne avrebbe parecchi.

«Quando ha saputo che stavo per pubblicarlo, Maurino Di Francesco – racconta riferendosi all’attore e cabarettista degli anni ’80-’90 – mi ha detto: “Dovresti intitolarlo” Milano, trema». «E ha ragione – continua sorridendo – potrei farne tremare tanti, non solo a Milano, ma molte cose ho preferito tenerle per me». Il titolo invece ricorda il ritornello che cantava nella trasmissione cult, “Quelli della notte”, di Renzo Arbore, autore della prefazione. Era la metà degli anni ’80, ma Silvia viveva di spettacolo da una ventina: corista per Nora Orlandi, Mina e Celentano, figurante nella serie I promessi sposi, sketch con Enzo Jannacci e Cochi e Renato, i film (con Pozzetto e Verdone fino al premiato Pap’occhio). Anni effervescenti, goliardici, quando tra gli artisti si intrecciavano pure rapporti di amicizia, ci si frequentava anche dopo lo spettacolo.

Capitava di ritrovarsi “invisibile” nella stanza di albergo con Dori Ghezzi che riceveva una delle prime inaspettate visite di De André, o condividere, perché in tournée, il viaggio di nozze di Johnny Dorelli assillato dalla gelosissima neo moglie Catherine Spaak. «Mi ritengo fortunata per tutto quello che ho avuto, l’infanzia felice, poi una vita spensierata, in un periodo di vivacità incredibile – dice adesso –. Spero di andare avanti, di stare bene in salute, affidandomi, come ho sempre fatto, alle mie doti di simpatia, loquacità, e anche umiltà, qualità che magari tengono in rosso il conto in banca, ma non hanno controindicazioni». —

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