Lodi racconta le origini del partito «La nascita in anni drammatici»
Il 21 gennaio 1921 a Livorno venne fondato il Partito Comunista d’Italia, un evento che fu la diretta conseguenza dell’aspro dibattito all’interno del Psi, che stava svolgendo proprio nella città toscana il suo diciassettesimo congresso. Il battesimo del partito avvenne al teatro “San Marco” tra “comunisti puri” come Amedeo Bordiga, Antonio Gramsci, Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Fu eletto segretario Bordiga, mentre Gramsci divenne direttore del quotidiano comunista Ordine Nuovo.
Il centenario, caduto proprio ieri, diventa l’occasione per riscoprire anche i personaggi locali che contribuirono ad avviare quell’avventura politica, come nel caso di Luigi Bagnolati, al centro dell’analisi storica dell’ex sindaco matildeo, Bracciano Lodi. «I “Comunisti puri” – racconta Lodi – con il loro rappresentante inviato a Livorno, Carletto di Giuli, abbandonarono la riunione e si ritirarono nel locale della Camera del Lavoro, dove, quello stesso giorno, dichiararono la costituzione della sezione del partito comunista di Bondeno, eleggendo a suo primo segretario Luigi Bagnolati, capolega di Burana. Membri del comitato direttivo furono eletti: Curzio Poletti, detto “Cordini”, capolega di Lezzine; Agostino Cavallari, impiegato comunale; Primo Campana, canapino di Bondeno; Antonio Campini, segantino di Bondeno».
FORZE POLITICHE
Domenica 18 febbraio 1921, quel gruppo dirigente si riunì nuovamente per mettere a punto un piano di lavoro e di iniziative da svolgere nel territorio di Bondeno tra le masse dei lavoratori, nei mesi successivi. «In quei giorni – racconta Lodi – era sindaco di Bondeno Arturo Cavallari (socialista) che fu costretto, dopo pochi mesi, a dimettersi a causa delle violenze subite da parte delle squadre fasciste che già imperversavano in tutto il territorio comunale. Nasceva, quindi, anche a Bondeno, la nuova forza politica in un momento drammatico per la vita dell’Italia, in quanto dopo poco più di un anno si sarebbe avviato il percorso per passare da uno stato liberale alla dittatura». Per ricordare quegli avvenimenti ed i successivi settant’anni che hanno caratterizzato la vita del Partito Comunista a Bondeno, è in fase di lavorazione un libro per raccontare le fasi salienti di quella storia che tanto ha coinvolto anche il nostro territorio e la nostra gente. Esistono fonti importanti di riferimento: il libro di Bagnolati, quello di Spero Ghedini: Uno dei centoventimila (1983); il terzo volume della Storia di Bondeno di monsignor Guerrino Ferraresi (1983), oltre a testimonianze conservate in vari archivi locali. «Sarà un ulteriore contributo nella ricerca di un passato – conclude Bracciano Lodi – che può essere utile per meglio conoscere, specialmente da parte dei giovani, una parte della nostra storia locale». —
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