La Nuova Ferrara

IL FESTIVAL DELLA CANZONE 

A Sanremo arriva il protocollo dei discografici per poter esibirsi

A Sanremo arriva il protocollo dei discografici per poter esibirsi

Dopo il no di Franceschini ai figuranti e i malumori di Amadeus tutti sono ancora in attesa delle indicazioni del Cts 

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Giorni di attesa per il mondo che ruota intorno al Festival di Sanremo. Rai, artisti, discografici, tecnici e giornalisti attendono di capire come, quando e dove si svolgerà la kermesse.

In attesa della pronuncia del Cts («sta istruendo la pratica – dice il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro –. Vediamo i protocolli poi ci esprimeremo, non voglio anticipare»), attesa per la prossima settimana, ed eventuali ulteriori prese di posizione politiche, dopo quella di giovedì del ministro Franceschini che ha frenato sulla presenza di pubblico (di figuranti o no) in sala, a muoversi ed esprimersi sono i musicisti stessi.

E se in varie interviste, da Al Bano che spera in un rinvio in estate a Enrico Ruggeri che pensa che la gara vada fatta in ogni caso, molti cantanti si sono espressi liberamente sulla vicenda, a fare un passo avanti pratico per la riuscita del Festival sono Afi, Fimi e Pmi, le associazioni di categoria dell’industria discografica.

Sono loro, infatti, a varare un codice etico di comportamento, che sarà aggiornato e integrato con le disposizioni del Cts e della Rai.

E le linee guida sono chiare: obbligo di tampone molecolare per tutte le persone coinvolte nel Festival nelle 72 ore che precedono la partenza, tende a Sanremo dove effettuare i tamponi ogni giorno a carico della Rai, gestione organizzativa a carico della Rai.

E, ancora, il protocollo prevede che all’interno dell’Ariston le presenze siano limitate ai soli addetti ai lavori dotati di badge Rai. Gli hotel, con accesso per i soli operatori accreditati, dovranno prevedere spazi adibiti a interviste e conferenze che però si potranno svolgere solo online. Anche per quanto riguarda i pasti, gli artisti e i loro team potranno mangiare solo in camera. Nessun tipo di attività di promozione sarà in presenza, tutto si svolgerà da remoto: quindi niente interviste, red carpet, esibizioni e servizi fotografici all’esterno.

Gli orari delle prove dovranno essere scaglionati per evitare assembramenti. Ultimo punto, i giornalisti: al posto della presenza fisica dei cronisti in sala stampa dovrà essere creata una room online anche per le votazioni.

Intanto, dopo i rumors di un Amadeus pronto a lasciare la direzione artistica dopo il tweet di Franceschini, al momento la situazione è di calma piatta.

Solo in mattinata il conduttore, tramite il profilo Instagram che ha con la moglie Giovanna Civitillo, ha postato una storia nella quale ha riportato la risposta di Palazzo Chigi alla domanda sulla presenza di pubblico (comparse, figuranti, ospiti) nelle trasmissioni televisive. Il Governo spiega che è possibile perché la presenza «rappresenta soltanto un elemento coreografico o comunque strettamente funzionale alla trasmissione».

In attesa di capire se l’Ariston sarà considerato un teatro o uno studio televisivo e se le date della kermesse saranno confermate o spostate in avanti.

«Se la Rai vuole confermare Sanremo, l’invito è a realizzare un festival solidale, attento all’emergenza sanitaria, alla crisi economica che vive il Paese, alle enormi difficoltà che attraversa il mondo della musica e delle produzioni teatrali e culturali».

Il giorno dopo le tensioni, scatenate dall’alt del ministro Franceschini è il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini (FI), a suggerire che l’edizione 2021 – prevista dal 2 al 6 marzo – sia attenta al difficile momento che vive il Paese, capace di fare spazio alle storie di medici e volontari. —

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