Monet e gli impressionisti Ultima settimana in parete all’Albergati
C’è tempo fino a venerdì 12 febbraio per visitare Monet e gli impressionisti, mostra allestita a Palazzo Albergati a Bologna (via Saragozza, 28). Opere che per la prima volta hanno lasciato il museo parigino dove sono conservate dalla sua fondazione, nel 1934, vedono nuovamente la luce dopo essere rimaste “congelate” in questi mesi di stop. Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet è composta da cinquantasette dipinti firmati da Claude Monet e dai maggiori esponenti dell’Impressionismo francese, come Manet, Renoir, Degas, Corot, Sisley, Calleibotte, Morisot, Boudin, Pissarro e Signac. L’esposizione è stata concepita come un «atto di amore e di coraggio», dicono gli organizzatori, aprendo una delle prime grandi mostre dedicate all’arte in Italia, in un momento ancora segnato dall’incertezza dell’emergenza Covid. È il segno che si può ripartire con l’attenzione alla salute e alla sicurezza, in un percorso espositivo intimo, un numero massimo di visitatori consentiti in ogni sala, mascherina obbligatoria e gel igienizzante. «La cultura non può e non deve fermarsi», aveva detto in occasione dell’inaugurazione il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, partecipando all’inaugurazione e parlando di «una ripartenza straordinaria per la città di Bologna, con una mostra che ha una qualità con pochi eguali». Accanto a cardini dell’Impressionismo francese come Ritratto di Madame Ducros di Degas, o Ritratto di Julie Manet di Renoir, e alcune delle Ninfee immortalate dai colori di Monet, ci sono opere inedite per il grande pubblico: è il caso di Ritratto di Berthe Morisot distesa di Manet, Il ponte dell’Europa, Stazione Saint-Lazare di Monet e Fanciulla seduta con cappello bianco di Renoir. Per info: 051.030141. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
