Dal Pci al Pd, il percorso unico del comunismo italiano
Piero Fassino, già segretario dei Ds, presenta “Dalla rivoluzione alla democrazia” Domani sera ne parla con i segretari ferraresi Minarelli, Montanari, Zagatti e Lodi
«Il Pci ha saputo leggere e interpretare per decenni domande di libertà, uguaglianza, riscatto sociale, facendole vivere in battaglie democratiche in cui si sono riconosciuti milioni di italiani. Alla fine del secolo il suo tempo si è consumato, ed è stato atto di lucida saggezza andare oltre per costruire un futuro nuovo. È un cammino che deve continuare».
È una delle riflessioni dell’onorevole Piero Fassino, contenute nel suo ultimo libro “Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano 1921-1991” (Donzelli Editore Roma), scritto in occasione dei 100 anni dalla fondazione del Partito comunista d’Italia, esperienza che però si è andata a esaurire nel secolo breve.
I RELATORI
L’ultima fatica letteraria dell’ex sindaco di Torino, e ora nuovamente deputato nelle fila del Partito democratico, sarà presentata durante l’incontro organizzato dal Pd di Ferrara. L’appuntamento è per domani sera, alle 20.30, e vedrà l’ex segretario nazionale dei Democratici di sinistra confrontarsi con alcuni ospiti, insieme ai quali ripercorrerà la storia del Partito comunista italiano e di tutta la sinistra e della sua evoluzione nel corso degli ultimi cento anni.
I relatori che animeranno l’incontro, che sarà trasmesso in diretta streaming dalla pagina Facebook del Partito democratico Ferrara, saranno Nicola Minarelli, segretario provinciale del Pd estense, Roberto Montanari, ex segretario dei Ds ferraresi, Bracciano Lodi, ex segretario del Pds di Ferrara, Alfredo Zagatti, ex segretario provinciale del Pci, e Andrea Baravelli, docente di storia contemporanea all’Università di Ferrara. Il dibattito sarà moderato da Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara.
“Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano 1921-1991” ripercorre i settant’anni nei quali il Pci è stato protagonista di ogni passaggio della vita politica e sociale dell’Italia. Nato sull’onda della Rivoluzione d’ottobre per realizzare una società sovietica anche in Italia, nell’arco di pochi anni il Pci è investito dalla bufera del fascismo. Costretto alla clandestinità, è il principale animatore prima del contrasto alla dittatura, poi della Resistenza. Matura così, nella lotta per la democrazia e la libertà, un’evoluzione culturale e politica che porta il partito fondato da Gramsci a essere partecipe essenziale della costruzione della Repubblica nonché della scrittura della Costituzione.
IL PERCORSO
Un cammino che, di fronte alla caduta del Muro di Berlino e alla dissoluzione del campo sovietico, cui Piero Fassino, protagonista, fin dagli anni della Fgci torinese nel ’68, della vicenda del Pci prima, del Pds e del Pd poi – ripercorre la lunga «traversata del deserto» dalla rivoluzione alla democrazia: un passaggio complesso, decisivo per la politica italiana che, se produsse lacerazioni non ricomposte a sinistra, consentì però l’avvio di una nuova stagione d’impegno per dare all’Italia un partito progressista nell’alveo del riformismo socialista europeo. —
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