Ruggeri canta l’amore «A Ferrara si respira un’aria diversa Sarebbe bello tornare»
Il concerto registrato all’Abbado sarà domenica su Radio Bruno Ovadia: «Lo incontrai a Sanremo, mi folgorò». Placido: «Un poeta»
l’incontro
Samuele Govoni
«La canzone che dà il titolo allo spettacolo fa parte di Alma, il mio ultimo album in studio uscito un paio d’anni fa. L’amore ai tempi del colera l’ho scritta dopo aver riletto l’omonimo romanzo di Gabriel Garcia Màrquez, è un omaggio a lui e a quell’opera che tanto mi ha commosso». Sono le parole di Enrico Ruggeri che ieri dal palco del Teatro Comunale Abbado ha registrato il concerto spettacolo che andrà in onda domenica in esclusiva su Radio Bruno, martedì su Telestense e che poi sarà diffuso anche sui canali social del teatro cittadino; youtube compreso.
COME UN MOTORE
«Il libro parla di amore, rabbia e vita. Penso che certe volte, soprattutto dopo una batosta o una brutta delusione, la rabbia possa fungere da motore. Credo – spiega Ruggeri – che possa dare quell’energia, quella carica per fare di più e meglio. Per me è stato così». L’amore ai tempi del colera, un titolo che in questo periodo storico suona particolarmente attuale, sarà uno show dedicato alla musica e all’amore. Dal palco dell’Abbado il cantautore milanese proporrà una carrellata di brani intervallati da parti parlate. Ruggeri è arrivato in città lunedì e dopo qualche ora di prova in teatro si è concesso un po’ di relax. Ieri mattina ha partecipato alla visita inaugurale della mostra dedicata a Giovanni Boldini e poi al pomeriggio ha registrato il concerto. Prima del live però ha tenuto un incontro nelle sale del Ridotto in compagnia di Vittorio Sgarbi, Nicola Lodi e Marcello Corvino, rispettivamente presidente di Ferrara Arte, vicesindaco e coadiutore artistico del Comunale. Presenti in videocollegamento anche il direttore artistico Moni Ovadia e Michele Placido, neopresidente della Fondazione.
QUARANT’ANNI DOPO
«Nelle canzoni di Ruggeri ci sono amore e vita, concetti che vanno al di là del tempo e delle ideologie. Sono felice che abbia scelto Ferrara per il suo concerto», ha detto Lodi. Il vicesindaco, che ha preso la parola subito dopo i saluti introduttivi di Corvino, ha sottolineato ancora una volta l’importanza di un percorso trasversale perché «la cultura deve essere di tutti». E Ovadia ha rincarato la dose dicendo: «Questo deve essere un concetto scolpito e chiaro». Poi ha aggiunto: «Conobbi Ruggeri quarantuno anni fa a Sanremo (nel 1980 i Decibel parteciparono con Contessa; ndr) e ne rimasi folgorato. Mi colpì il suo stile così originale, così diverso da quello che c’era in giro in quel periodo. Credo sia uno dei più importanti rappresentati della nostra canzone, sia per le parole sia per il suo approccio alla musica. Spero che L’amore ai tempi del colera possa essere l’inizio di un percorso. È un piacere e un onore ospitare un artista capace di cantare l’amore senza banalità». Dello stesso avviso è Placido che lo ha definito poeta, nonché paroliere e «ottimo autore per voci femminili tra cui Fiorella Mannoia».
Sgarbi durante il suo intervento ha ricordato l’incontro con Màrquez, le “battaglie” durante i concorsi letterari e la cena in compagnia di lui e dell’ex presidente della Colombia. Sulla figura di Gabo si è soffermato brevemente anche lo scrittore Roberto Pazzi.
TEATRO E TAMPONI
Poi, prima di ritirarsi in teatro «per definire la scaletta e cominciare a suonare», Ruggeri ha aperto e chiuso una parentesi sul Festival di Sanremo. «Si poteva fare con il pubblico ma questo avrebbe creato un precedente, avrebbe dimostrato che riaprire i teatri con tamponi all’ingresso sarebbe possibile», sostiene. E ha aggiunto: «Spero che il prossimo ministro alla cultura sia una persona che ha veramente a cuore il nostro settore. A Ferrara si respira un’aria diversa dal solito, mi piacerebbe tornare». —
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