Da Lido Spina alla Farnesina Quattro opere di Brindisi in viaggio verso la capitale
Quattro capolavori d’arte contemporanea custoditi nelle stanze della Casa museo Remo Brindisi del Lido Spina in prestito per una mostra, da realizzare nella prestigiosa collezione d’arte contemporanea del Palazzo della Farnesina a Roma, sede del Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale.
Remo Brindisi attraverso le sue opere “tornerà” nella capitale, sua città natale, grazie al prestito concesso dal Comune alla Farnesina, de La marcia su Roma, un imponente olio su tela, dipinto nel 1958 (cm. 170x200), tratto dal ciclo di opere sulla Resistenza. Da vent’anni a questa parte scrigno dell’arte del Novecento, attraverso alcuni dei suoi massimi esponenti, da Umberto Boccioni a Lucio Fontana, da Alberto Burri a Giuseppe Capogrossi, il Ministero degli Esteri aveva mandato il 16 settembre scorso la richiesta di collaborazione formale al Comune di Comacchio, con il fine di valorizzare e promuovere la collezione Brindisi situata a Lido Spina.
LA COLLABORAZIONE
L’intento è anche quello di conferire prestigio internazionale alle opere prestate e al museo dal quale esse provengono. Accanto al capolavoro di Brindisi, proprietario della dimora donata nel 1996 al Comune lagunare, partirà per la città eterna anche un’opera di Nanda Vigo, architetto e designer che ideò e progettò tra il 1971 ed il 1973 la casa museo in cui Brindisi visse sino alla morte. L’opera di Nanda Vigo, oggetto del prestito alla Farnesina è una composizione in vetro, legno ed alluminio, denominata Cronotopo, (cm. 100x100x5), realizzata nel 1964. «Abbiamo confermato la proposta di collaborazione pervenuta lo scorso 16 settembre – spiega l’assessore alla cultura Emanuele Mari –, per il prestito temporaneo di opere della Casa museo Remo Brindisi, da esporre alla Farnesina. Con i collaboratori del settore cultura, che ringrazio per il loro instancabile e professionale impegno, è stata valutata la scelta delle opere da cedere in prestito, approfondendo le ipotesi di proposte già a suo tempo avanzate. Siamo gratificati – conclude Mari –, anche per l’invito ad essere presenti all’inaugurazione della mostra a Roma e ne valuteremo la possibilità, compatibilmente con l’attuale situazione pandemica».
Altre due sono le opere destinate all’esposizione romana, ossia il Racconto di Bepi Romagnoni, opera realizzata nel 1961 con tecnica mista su tela (80x100 cm) e un acrilico su tele sovrapposte, senza titolo (Intersuperficie Rossa, 82x60x6) di Paolo Scheggi, datata 1969.
MOSTRA ITINERANTE
Nell’ottica della promozione culturale dell’arte contemporanea del Novecento, la Farnesina, attraverso la sua prestigiosa collezione, avviata vent’anni fa dall’ambasciatore Umberto Vattani e che conta oltre 400 opere, ambisce a promuovere l’arte italiana all’estero. La strategia culturale in atto conferisce uno stimolo ulteriore in direzione di mostre itineranti presso istituzioni straniere, comprendendo, in questa operazione, anche la rete degli Istituti italiani di cultura, presenti nei cinque continenti. Insomma, per le opere della collezione Brindisi il lancio internazionale è di tutto rispetto e va ad incastonarsi in un momento storico particolare, in quanto la cultura necessita di nuova linfa vitale per riprendere vigore, dopo l’oscurantismo imposto dalla pandemia mondiale. L’obiettivo di Remo Brindisi di rendere l’arte sempre più inclusiva trova così il suo pieno coronamento. —
Katia Romagnoli
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