La Nuova Ferrara

ARTE 

Rovigo eletta città delle mostre Da Chagall ai teatri, 2021 da sogno

Rovigo eletta città delle mostre Da Chagall ai teatri, 2021 da sogno

A Palazzo Roverella prosegue fino al 14 marzo la monografica sul pittore russo E ad aprile spazio all’ispirazione data dalla musica classica agli artisti del ’900

3 MINUTI DI LETTURA





Il 2021 nella vicina Rovigo sarà nel nome della grande arte, della storia e della musica. Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo affronta il nuovo anno proponendo quattro grandi mostre, due al Roverella, in collaborazione con Comune di Rovigo e Accademia Concordi, e due al Roncale.

Ed ecco il programma. Attualmente al Roverella si può ammirare la sontuosa monografica su Marc Chagall, una delle mostre più apprezzate del 2020 in Italia. Chagall, grazie alla proroga eccezionalmente ottenuta dai prestatori internazionali, si potrà ammirare fino al 14 marzo. A Palazzo Roncale si protrae invece sino a questi giorni “La Quercia di Dante. Visioni dell’Inferno. Dorè, Rauschemberg, Brand”, con all’attivo oltre 20mila visitatori, record nella storia espositiva di Palazzo Roncale. Un risultato ancora più entusiasmante se si pensa che su questa mostra hanno infierito i due interi periodi di lockdown e i mesi del distanziamento.

piani futuri

Fin qui il presente. Ma al Roverella la primavera sarà riservata ad “Arte e musica. Dal Simbolismo alle avanguardie”, esposizione che dall’1 aprile condurrà il visitatore dentro il racconto delle relazioni, degli intrecci e delle corrispondenze tra l’elemento musicale e le arti visive. A partire dall’affermazione, alla fine del XIX secolo, in tutta Europa, di un filone pittorico ispirato alle opere di Richard Wagner. Nel 1902 la Secessione di Vienna dedica una mostra a Ludwig van Beethoven. Con l’arrivo delle avanguardie, poi, soprattutto dagli anni ’10 del Novecento, i suoni di Johann Sebastian Bach diventano modello e paradigma per la pittura di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Frantisek Kupka, Félix Del Marle, Augusto Giacometti e molti altri. E via via, passando per il Cubismo, il Futurismo, il Neoplasticismo, fino al Dada e al Surrealismo, la musica si conferma riferimento assoluto, divenendo centrale in Kandinskij e Klee, non meno che per altri protagonisti delle avanguardie europee. Esempi emblematici di questa “fusione delle arti” creano una mostra-spettacolo di fascino e vasto respiro che si muove tra la stagione simbolista e gli anni ’30 del ’900.

Sempre al Roverella, l’autunno (26 settembre – 31 gennaio) porterà la grande fotografia, con una originale monografica di Robert Doisneau, alla ricerca degli attimi di felicità che egli ha saputo catturare nelle sue immagini.

Ad aprire la stagione 2021 del Roncale sarà a metà marzo la mostra “Quando Gigli, la Callas, Pavarotti... I Teatri Storici del Polesine”: protagonisti i sette teatri storici del Polesine – magnifici edifici, cuore di infinite storie – che la mostra racconta per immagini, suoni, testimonianze. Sono il Sociale di Rovigo, Comunale e Ferrini di Adria, Cotogni di Castelmassa, Zago di Loreo, Ballarin di Lendinara e Balzan di Badia Polesine. E sempre al Roncale ci sarà una seconda mostra, un affascinante appuntamento autunnale, su cui la Fondazione sta lavorando e i cui dettagli saranno resi noti a breve. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google