“Le magnifiche utopie” Ovvero teatro in carcere ai tempi della pandemia
Oggi alle 18 sulla pagina Facebook del Teatro Nucleo si terrà un incontro in diretta streaming per parlare di teatro e carcere. Non sarà solo un dialogo tra gli organizzatori della rassegna “Le magnifiche utopie” ma anche e soprattutto una conversazione aperta con il pubblico che seguirà l’evento. Diverse le prospettive che troveranno espressione nell’incontro: quella della vita, con l’intervista ad Alcide Bravi, che ha partecipato al percorso di teatro in carcere che Teatro Nucleo realizza all’interno della Casa Circondariale Satta di Ferrara; quella giuridica, con Stefania Carnevale, docente di diritto processuale penale a Unife; quella artistica, con la presenza tra i relatori del critico teatrale Massimo Marino, studioso e autore di numerose ricerche incentrate sul rapporto tra teatro e carcere in Italia; da Ferrara si passerà all’Europa grazie all’intervento di Horacio Czertok, co-fondatore di Teatro Nucleo e del coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna nonché ambasciatore per l’educazione in carcere di Epale, la piattaforma per l’apprendimento degli adulti in Europa; infine, la testimonianza del regista Marco Luciano si focalizzerà sulle forme del teatro in carcere nell’attuale contesto pandemico a partire dalla webserie Album di Famiglia. Il dialogo, moderato da Pietro Perelli, sarà aperto alle domande del pubblico. Una delle poche realtà in Italia che sta realizzando laboratori di teatro in carcere anche in questi mesi, Teatro Nucleo ha trasformato il linguaggio attraverso cui portare all’esterno delle mura il percorso e, in attesa della riapertura dei teatri, ha scelto la forma del video breve con una web serie in dieci episodi trasmessi dalla pagina Facebook del Nucleo.
LA SERIE
Album di Famiglia è giunta alla metà del suo percorso – che andrà avanti fino al 18 marzo ogni giovedì alle 18 – e sta alimentando l’ attenzione sul carcere negli spettatori. I temi trattati sono parte del percorso “Padri e figli”, comune a tutte le Compagnie del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna e, a partire dalle riscritture contemporanee di Amleto, esplorano con rielaborazioni biografiche dei detenuti-attori l’eredità familiare, la colpa e il perdono. Una finestra aperta sul futuro delle persone detenute e della società che li attende alla fine della pena. —
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