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Scandalo a Bucarest “Collective” di Nanau sbarca su cinepark.tv

Scandalo a Bucarest “Collective” di Nanau sbarca su cinepark.tv

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Questa sera alle 20.30 sulla piattaforma cinepark.tv, in prima visione assoluta, viene presentato Collective, documentario di Alexander Nanau, in corsa per due premi Oscar. L’opera segue, con il ritmo di un thriller, un team di giornalisti in Romania nell’indagine su uno scandalo nazionale. Al centro del film i fatti avvenuti nell’ottobre 2015, quando un grave incendio scoppiato al Club Colectiv di Bucarest (che non era a norma), durante un concerto, causa 27 morti e 180 feriti, ma di questi altri 33 ne moriranno nei giorni successivi, e a volte nelle settimane, negli ospedali. Una tragedia nazionale dovuta a una rete di corruzione, incompetenze e silenzi nella società e nella politica romena (il Ministro della salute, per lo scandalo, è stato costretto a dimettersi) che viene scoperto da un team di giornalisti investigativi guidato da Catalin Tolontan.

IL FILM

Il loro straordinario lavoro d’inchiesta è stato seguito passo passo da Alexander Nanau, che ha iniziato il 2021 rifiutando la medaglia al Merito culturale assegnatagli dal presidente romeno Klaus Iohannis: un gesto di protesta del regista contro il mancato sostegno dell’industria cinematografica del Paese colpita dalla pandemia. «Quanto accaduto al Colectiv mi sembrava riguardasse tutta la nazione – ha spiegato il cineasta –. Ci si stava rendendo conto che la corruzione non è solo un giro di soldi ma può uccidere».

LAVORO DURO

Fra i protagonisti del lungometraggio che documenta situazioni reali anche Camela Roiu, anestesista, tra i primi a rivelare cosa stesse succedendo negli ospedali; Tedy Ursuleanu, il quale è fra i sopravvissuti all’incendio, per quanto ne porti i segni e Narcis Hogea, padre di una delle vittime poi morte in ospedale. «Nelle prime settimane eravamo quasi ostili all’idea del documentario – ha detto Tolontan –. Ma poi abbiamo lavorato per un anno insieme ad Alexander e avevamo bisogno di parlare. Non siamo supereroi, siamo giornalisti che lavorano duramente ogni giorno. Nel mio Paese c’era una parte della stampa condizionata dal governo e una più libera, ed è quella che viene raccontata dal film». —

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