La Nuova Ferrara

L’INIZIATIVA 

L’omaggio a Bassani nonostante il Covid La pandemia non ferma l’Ariosto

Agnese Cavazzini Ludovica Gabellone Eleonora Luciani Martina Piccolotti Giorgia Quarta Sveva Turola
L’omaggio a Bassani nonostante il Covid La pandemia non ferma l’Ariosto

Ieri le celebrazioni per lo scrittore nato il 4 marzo 1916 Musica, video e lezioni per ricordare le opere dell’autore

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L’emergenza sanitaria non ha fermato la tradizionale Giornata Bassani del liceo Ariosto di Ferrara, giunta quest’anno alla XIX edizione. Il titolo scelto per la giornata di ieri è stato “A locis per loca. Fisica e metafisica dei luoghi bassaniani”. Tale ricorrenza è l’occasione in cui si ripercorrono, ricordano e interpretano, attraverso chiavi di lettura sempre diverse, i romanzi e le opere del celebre autore ferrarese. In questa giornata si riflette anche sui suoi pensieri, impressi in uno stile inconfondibile, e sulla situazione storica del periodo fascista, da lui affrontata nelle sue opere. Insieme alla classe 3ª X, che ha presentato un proprio video dal titolo “Ferrara attraverso Gli occhiali d’oro”, noi della classe 5ª M del liceo Ariosto, ad indirizzo scientifico, abbiamo animato la giornata bassaniana di quest’anno, dopo i saluti delle istituzioni scolastiche territoriali. Con i protagonisti di tre delle Cinque storie ferraresi (1956) di Giorgio Bassani, facendo riferimento anche alle testimonianze di Anne Frank e Primo Levi, abbiamo ripercorso il nostro viaggio ad Amsterdam, realizzato lo scorso anno scolastico, proprio pochi giorni prima del lockdown. I tre autori che ci hanno accompagnato possono rappresentare le tre “fasi” della testimonianza: Anne Frank, nel suo famoso Diario, affronta la reclusione nella casa-nascondiglio di Amsterdam (da noi visitata proprio in occasione del viaggio in quella città), quindi il periodo prima della deportazione; Primo Levi, invece, nella sua opera Se questo è un uomo, racconta la sua esperienza durante la prigionia ad Auschwitz; infine Geo Josz, protagonista del racconto Una lapide in via Mazzini, rappresenta una fra le tante vittime dopo il ritorno dai campi di concentramento. Noi ragazzi, in occasione della Giornata Bassani di quest’anno, abbiamo potuto acquisire quindi un quadro completo di testimonianze della Shoah. E con Clelia Trotti e Pino Barilari ci siamo interrogati sull’importanza della partecipazione civile e della lotta all’ingiustizia ed alla violenza, più che mai attuali. In quanto interpreti e lettori delle opere di questi “pilastri” della memoria, siamo come “eredi” del loro passato ed è nostro dovere ricordare gli orrori della Shoah, ma anche l’impegno che ne deriva. Obbligo morale che ora sentiamo ancora più vicino, grazie alla nostra partecipazione alla XIX Giornata Bassani, che si è conclusa con un interessante contributo della professoressa Silvana Onofri, presidente di Arché, su “Un luogo dell’anima nell’opera di Giorgio Bassani: il cimitero ebraico”. —

Agnese Cavazzini

Ludovica Gabellone

Eleonora Luciani

Martina Piccolotti

Giorgia Quarta

Sveva Turola

(studenti della 5ª M del liceo Ariosto di Ferrara)

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