Nella classifica parziale premiati i “volti noti” ma sarà decisivo il televoto
Per ora in testa c’è Ermal Meta seguito da Annalisa la folta pattuglia di giovani è relegata nelle parti basse
Luca Trambusti
Tutto è provvisorio, ma, con le dovute considerazioni, qualche indicazione dalla classifica provvisoria, stilata dopo il primo giro di esibizioni, arriva. Le due serate andate in onda, oltre a determinare i 4 finalisti delle nuove proposte, hanno portato alla prima classifica tra i Big. A votare per le nuove proposte erano le tre giurie chiamate in causa: la demoscopica (un campione sorteggiato di 300 fruitori di musica), il televoto (quindi la platea degli ascoltatori), la sala stampa (i giornalisti accreditati a Sanremo, sia in presenza che in remoto). Per i Big nelle prime due serate i voti erano attribuiti invece solo dalla “demoscopica”. Di conseguenza la prima classifica generale è disegnata in base ai gusti di quei selezionati.
Da un’analisi della classifica del mercoledì sera, si notano due fasce di voto. La più premiante è quella degli artisti noti, nomi consolidati, già apprezzati dal grande pubblico, che si piazzano ai primi 11 posti. Le uniche eccezione sono Orietta Berti (22° posto), evidentemente fuori target, e Max Gazzè al 16° posto. Penalizzati invece i giovani e le proposte più innovative di questa edizione che troviamo dal 12° al 26° posto. Ecco allora in vetta Ermal Meta, già 3 volte al Festival, vincitore nel 2018. Segue Annalisa con 5 partecipazioni e la visibilità che arriva da Amici. I restanti artisti nei primi 11 posti, a parte il bravo, quanto lui stesso sorpreso, Willie Peyote, hanno alle spalle almeno una presenza a Sanremo e una grande visibilità con altri successi. Una sorta di “comfort zone” dove le certezze hanno il sopravvento sulle novità.
La selezione della giuria demoscopica è fatta scegliendo i componenti con criteri non noti se non genericamente che acquistano musica. Ma acquistare musica significa tutto e niente, dato che ormai le vendite di supporti fisici e digitali sono ridotte al minimo mentre la fruizione passa tutta attraverso lo streaming, tant’è che spesso i giovani vengono annunciati sul palco preceduti dalle mirabolanti cifre delle “visualizzazioni”. Questo porta ad una dicotomia: se da una parte si è fatto lo sforzo di porgere all’attenzione del pubblico la “nuova” musica, quella più vicina al mondo musicale giovanile, dall’altra parte non si è cercato altrettanto di far giudicare da chi questa nuova estetica artistica la conosce già da tempo. Certo la “demoscopica” nella seconda fase delle votazioni (da venerdì) sarà solo una parte dell’intera platea giudicante. Si aggiungeranno infatti il televoto e la sala stampa. Questo provocherà, soprattutto nella parte del voto “da casa”, un diverso approccio e soprattutto potrà ridisegnare la classifica stessa. —
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