La Rappresentante di lista sono una bella sorpresa Stato Sociale con i live club
Fedez e Michielin: «Non siamo venuti per vincere» Maneskin a tutto rock: «Questa è la nostra strada»
Luca Trambusti
Il Festival sta arrivando a conclusione e con il passare delle serate arrivano i primi bilanci degli artisti, tra soddisfazioni, sorprese o entrambe. In quest’ultima categoria possiamo includere il duo Michielin-Fedez, che partiti con tutti i favori del pronostico si sono poi trovati in una non bellissima posizione in classifica. «Non è un problema – dicono entrambi – nessuno dei due è venuto per vincere». Per il momento però lo stanno facendo sulle piattaforme streaming dove la loro “Chiamami per nome” sta andando fortissimo. «Io – aggiunge Fedez – volevo divertirmi e così è stato. È bellissimo ritrovarmi con tanti colleghi che non vedevo da un anno». Nelle loro esibizioni ha fatto stupore l’emozione di Fedez mentre Francesca appariva più tosta. «Ci siamo sostenuti a vicenda», dicono.
Nella categoria soddisfatti possiamo mettere La Rappresentante di Lista, che arrivati su quel palco da illustri sconosciuti hanno saputo conquistare il pubblico con il loro queer pop e soprattutto con “Amare” un brano forte che colpisce. «Il termine anglosassone queer – hanno detto – vuol dire “oltre il genere”, “trasversale”, “strambo” e in qualche modo ci rappresenta, lasciandoci spazio». Ma dietro a questa visione “fluida” si sono accorti che esiste una grande comunità di cui loro possono essere “i rappresentanti di lista”.
Nell’elenco dei sorpresi possiamo invece annoverare, per diversi motivi, Annalisa e i Maneskin. L’artista ligure è infatti ben piazzata in classifica e corre per la vittoria finale. Evidentemente la sua “Dieci” ha fatto centro negli ascoltatori. «È una canzone d’amore e ognuno ci può leggere quello che vuole. Non mi aspettavo una tale risposta – dice – sono sorpresa e felice, ma niente è scontato e proverò a fare del mio meglio». I Maneskin invece incassano via social il plauso di Vasco Rossi che dichiara il suo apprezzamento per loro e “Zitti e buoni”, un brano dal sapore rock con cui hanno acceso il palco dell’Ariston. «Il riconoscimento di Vasco è importantissimo. Se lui tifa per noi, siamo consacrati come rock band». Così dicono i ragazzi che si sorprendono dell’apprezzamento convinti di essere “fuori contesto” con il loro potente rock. Anche nella serata delle cover hanno riletto i Cccp (storica band anni 80) “spettinando” il pubblico tv con una potentissima (fin troppo) versione rock di “Amandoti”, accompagnati da un più misurato Manuel Agnelli. “Zitti e buoni” non è un’accusa verso nessuno ma una dichiarazione dei propri intenti artistici. «Siamo una band musicale che ha studiato per avere un sound e un’identità riconoscibili. Ora lo abbiamo raggiunto. Siamo questo, questa è la nostra strada, il nostro progetto e nessuno potrà spostarci».
Chi ha invece stupito il pubblico, ma non se stessi, sono Lo Stato Sociale che nella serata delle cover hanno portato sul palco, oltre alla canzone degli Afterhours, la denuncia della situazione dei live club che versano in gravi difficoltà e chiudono per il protrarsi del blocco della musica dal vivo. Sul palco è salito anche Toto Barbato gestore del The Cage di Livorno. «La cosa è servita – dice – dopo la denuncia dal palco il mio telefono è “esploso” con telefonate e messaggi di solidarietà». —
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