La Nuova Ferrara

LA NUOVA FICTION RAI 

Gioè si fa detective nella sua Sicilia «Un personaggio che mi somiglia»

Gioè si fa detective nella sua Sicilia «Un personaggio che mi somiglia»

Da lunedì va in onda “Màkari” e racconta anche una Palermo oltre gli stereotitpi L’attore: «Indagini non convenzionali accompagnano un percorso interiore»

3 MINUTI DI LETTURA





Detective suo malgrado, con un passato da giornalista: Saverio Lamanna, personaggio interpretato dall’attore palermitano doc Claudio Gioè, è la nuova scommessa sulla Sicilia di Rai fiction. Dopo un altro boom di ascolti con il Metodo Catalanotti del Commissario Montalbano con Luca Zingaretti, che lunedì ha totalizzato oltre 9 milioni di spettatori e il 38% di share, si prepara a debuttare in prima serata su Rai 1, prodotta dalla stessa Palomar, “Màkari”: quattro puntate, da lunedì prossimo, tratte dai gialli trapanesi di Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, editi da Sellerio.

IL CAST

Gioè interpreta un ex brillante giornalista portavoce di un ministro a Roma, che ha deciso di tornare nella sua Sicilia, ma si ritrova suo malgrado a fare indagini: un detective di penna, visto che ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Michele Soavi ha curato la regia della serie, sceneggiata da Francesco Bruni, nel cast Ester Pantano nelle vesti di Suleima, una giovane a pochi passi dalla laurea in architettura e che vivrà un’intensa storia con Lamanna, Antonella Attili e Agnese Amato.

«Lamanna indaga, ma non in modo convenzionale, sul territorio e allo stesso tempo fa un percorso interiore. Le sue sono indagini quasi ideologiche, socio-culturali. Mi somiglia molto – racconta Gioè – è un uomo che torna a vivere a Palermo dopo tanti anni, proprio come me. Forse, questo ha fatto sì che ci mettessi una punta di emotività in più. Impietoso, cinico, contro l’immagine di una sicilianità ormai fin troppo inflazionata, piena di stereotipi. Una Sicilia contemporanea che vuole affrancarsi anche da certi luoghi comuni, che andrebbero aggiornati. Ha un atteggiamento molto sciasciano – continua l’attore –, Lamanna ha bisogno d’immergersi nella realtà, nella Sicilia contemporanea».

Eccola dunque la nuova scommessa della Palomar di Carlo Degli Esposti, dopo Montalbano: «Il mal di Sicilia ci riserva sempre sorprese – dice –, la letteratura siciliana è sempre stata un punto di partenza. Quando ho letto i romanzi di Gaetano, non ho avuto dubbi, che quello potesse essere un personaggio televisivo. Lo trovo estremamente moderno. La Sicilia ha tanta qualità letteraria, senza di quella non ci sarebbe nessuna fiction di successo. Inoltre credo che la Sicilia raccolga in sé tutta la profondità dell’essere italiano».

Il Volo, interpreti della sigla della fiction, composta da Ignazio Boschetto: «La sigla parla di una Sicilia raccontata da un venticinquenne – racconta – parla d’amore, di una terra di anime e santi». Dopo essere stato licenziato, Lamanna torna nella sua terra, incontrando vecchi amici, come Peppe Piccionello (Domenico Centamore), personaggio eccentrico e sui generis, sempre in pantaloncini e infradito, ma dotato di grande intelligenza. E Lamanna finisce per innamorarsi della giovane laureanda Suleima: si crea così un trio d’investigatori con un fiuto acuto e creativo.

SULLO SFONDO

Circa cinque mesi di riprese, in piena pandemia, dall’8 agosto a dicembre. Savatteri dice che i suoi gialli sono solo d’ispirazione: «Io non ho voluto aggiungere nulla alla serie. Mi piace però pensare che finalmente si veicoli l’immagine di una Sicilia differente. Quella di siciliani a cui non per forza piacciono i cannoli, quella di una Sicilia dolce amara, dove accanto all’immobilismo, c’è tanta forza dinamica».

Nel corso delle quattro puntate Saverio Lamanna si trasforma in un vero e proprio detective, altra caratteristica della sua personalità. Lamanna infatti ha una propensione per risolvere casi complicati e omicidi caratterizzati da morti violente. I titoli dei quattro romanzi sono: I colpevoli sono matti, La regola dello svantaggio, È solo un gioco e La fabbrica delle stelle. Per la seconda serie non si sbilancia neanche Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, che ripete quanto detto da Carlo Degli Esposti: «Aspettiamo di vedere la reazione del pubblico. Di certo non faremo fatica ad affezionarci a Lamanna». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google