Dalla scuola alla sala d’incisione Una filiera artistica chiamata Amf
Il chitarrista Formignani racconta il processo produttivo che accompagna gli allievi dalle lezioni alla creazione dell’album d’esordio
La Scuola di Musica Moderna di Ferrara (Amf), oltre ad avere il bacino di utenza più ampio della regione, da anni si occupa anche di produzioni discografiche. Un esperimento avviato nella seconda metà degli anni Novanta con Numerozero e Teo Ciavarella Trio (1996) e proseguito nel tempo fino all’ultimo disco prodotto che è Roberto Formignani, esordio solista dell’omonimo chitarrista, leader dei Bluesman e presidente di Amf. L’Associazione Musicisti di Ferrara ha deciso di lanciarsi in questa avventura per cercare di dare, nel suo piccolo, una risposta alla crisi che sta vivendo l’industria discografica. L’idea di partenza è stata quella di creare un filo diretto tra chi frequenta, o ha frequentato, la scuola e il mondo della musica.
COME FUNZIONA
«Siamo i veri indipendenti - aveva raccontato Formingani - perché facciamo tutto noi. Registriamo, produciamo e promuoviamo l’album che viene diffuso in settecento copie». Finita la fase di registrazione, infatti, inizia quella promozionale che parte con un concerto evento che solitamente si tiene alla sala Estense di Ferrara.
«Nel biglietto di ingresso è compreso anche il cd e così, con la vendita delle prime trecento copie, rientriamo dalle spese che abbiamo sostenuto durante la produzione», ha spiegato il chitarrista ferrarese che l’anno scorso ha adoperato proprio lo stesso metodo per il suo disco presentato non alla sala Estense ma con un concerto nel cortile del Castello nel corso dell’estate scorsa. —
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