Dove gli occhi sognano Nuovo libro di Battaglioli fra vita e natura
L’immaginazione e la penna del poeta non si fermano mai nemmeno durante la pandemia. Ecco che allora per chi possiede la dote dello scrittore ogni particolare diventa fonte di ispirazione; come per l’autore ferrarese Eridano Battaglioli il quale riesce a cogliere la bellezza delle piccole cose permettendogli di sognare a occhi aperti e restituirci il sapore del sogno attraverso le parole. Con questa interessante riflessione di Diego Carrara, attuale direttore Acer, ha inizio la prefazione da lui firmata all’ultimo libro del poeta di Barco, opera intitolata proprio “Dove gli occhi sognano”. Pagine che per il lettore affezionato non si discostano molto dal cliché delle precedenti edizioni. Sono infatti tutte ricche di immagini straordinarie e dai colori accesi, di ricordi di vita vissuta tristi e gioiosi, di figure illustri, ma anche di amici e parenti e soprattutto del carissimo nipote, ma nonostante siano ormai oltre venti le pubblicazioni di Eridano, queste hanno sempre il potere di catturare l’attenzione di chi le legge, insieme a una speranza che seppur difficile da provare oggi, è sempre presente tra le righe dei suoi versi.
Dopo la prefazione di Carrara, c’è subito una pagina scritta dallo scomparso Carlo Pagnoni tutta dedicata a Eridano, che lo ritrae come uomo fin dal momento della nascita, a cui fa seguito una bella lirica del figlio Lorenzo, curatore sia della grafica che della parte fotografica del testo, dolcemente e affettuosamente dedicata al padre. A quel punto la produzione di Eridano prende il volo, calandosi come sempre in tutte le sfaccettature della vita e della natura. Il libro si chiude con una decina di racconti e un commiato dello stesso Battaglioli, ancora una volta costellato di ricordi tornando per un attimo alle sue 26 pubblicazioni e ai tanti premi ricevuti in carriera. —
Margherita Goberti
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