La Nuova Ferrara

L'INTERVENTO

Museo Antonioni a Ferrara: Prosperi-Sacrati come sede ideale

Michele Ronchi Stefanati
Museo Antonioni a Ferrara: Prosperi-Sacrati come sede ideale

Il palazzo chiuso e in disuso da anni sarà presto restaurato. Ecco perché potrebbe essere lo spazio giusto per ospitare il fondo del cineasta ferrarese

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Gentile direttore,

Chiedo spazio sul suo giornale per chiedere alle autorità competenti che Palazzo Prosperi-Sacrati venga individuato, una volta per tutte, come sede ufficiale del Museo Antonioni e che venga al più presto costituita una commissione di esperti internazionali che lavori da subito al futuro Museo, per arrivare a un progetto dettagliato che indichi: 1) come sarà il Museo; 2) i tempi di ciascuna fase di realizzazione; 3) una data certa di riapertura, che consideri la necessità di lavorarci a lungo e seriamente, evitando il rischio di un museo improvvisato che sarebbe l’ennesima occasione sprecata.

Prosperi-Sacrati è la sede ideale per il Museo Antonioni perché racchiude in sé tutti i vantaggi delle sedi finora ipotizzate (Pac e Marfisa), senza averne gli svantaggi: 1) è un luogo fortemente legato ad Antonioni, che lì ha girato il suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore e il suo ultimo, Al di là delle nuvole; 2) è coerente con l’organizzazione museale di Ferrara perché si trova nella zona della città dedicata ai musei d’Arte moderna e contemporanea (Gamc e Diamanti); 3) è un luogo amato dai ferraresi, come dimostra il suo successo ogni volta che è stato riaperto; 4) si apre ai discorsi sul legame tra Antonioni e Bassani, essendo di fianco alla sede attuale del Liceo Ariosto, frequentato da entrambi, e affacciandosi sulla via simbolo del Giardino dei Finzi Contini; 5) permette di valorizzare il Quadrivio rossettiano, destinando Prosperi-Sacrati a un uso degno dell’importanza del palazzo.

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Non esiste, inoltre, momento migliore di questo per fare il Museo Antonioni a Palazzo Prosperi-Sacrati: il bando per i lavori di restauro del palazzo è stato finalmente assegnato, i fondi sbloccati. Si tratta ora di stabilire chiaramente che Palazzo Prosperi-Sacrati dovrà essere la sede del Museo Antonioni e ufficializzare che si è deciso di cominciare a lavorare in quella direzione e che lì si concentreranno tutti gli sforzi relativi alla promozione e valorizzazione dell’opera del Maestro (non perdiamo tempo, soldi e energie con mostre temporanee che rischiano solo di allontanare ulteriormente la riapertura del museo).

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Chiedo quindi al Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, che è nella posizione per sbloccare la situazione, al Comune di Ferrara, proprietario del Fondo dopo averlo acquistato dal Maestro nel 1998, a Ferrara Arte che gestisce il Fondo, a Enrica Fico, vedova Antonioni, alla Regione Emilia Romagna, che ha destinato fondi per il restauro di Prosperi, se sia possibile creare al più presto una commissione che lavori da subito al progetto del Museo Antonioni.

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Tale commissione dovrà essere formata da direttori e curatori di musei e mostre di cinema che possano fungere da modello e dai maggiori studiosi del cinema di Antonioni, oltre a critici, registi, sceneggiatori, attori e collaboratori di Antonioni. Sarebbe inoltre utile, coinvolgere un’eccellenza internazionale come la Cineteca di Bologna, che ha restaurato diversi film di Antonioni e detiene il fondo Carlo di Carlo.

Il Museo Internazionale Michelangelo Antonioni (MIMA) dovrà essere un luogo che renda giustizia alla memoria del Maestro, all’importanza della sua opera e al legame con la sua città, Ferrara, che è stata l’insostituibile lente attraverso cui Antonioni ha osservato il mondo e indagato l’animo umano con la sua arte. Il MIMA dovrà essere un luogo vivo, dinamico, all’avanguardia, che mostri al grande pubblico, finalmente in modo permanente, quel tesoro inestimabile che è l’Archivio Michelangelo Antonioni: 47mila pezzi, molti dei quali sconosciuti e inediti. Il MIMA dovrà fare ampio uso dei film di Antonioni, con proiezioni che sorprendano il visitatore e lo calino pienamente nell’atmosfera dei film del Maestro: il pubblico potrà fare un’esperienza visiva e plurisensoriale, a tu per tu con le tecniche cinematografiche sperimentate da Antonioni nelle varie fasi della sua carriera. Il MIMA dovrà poi essere un luogo di incontro, un centro di studio e di ricerca e, un giorno, sede di una Fondazione Michelangelo Antonioni che si faccia promotrice della diffusione e della conoscenza del cinema di Antonioni. È chiaro che per fare tutto questo gli spazi del PAC non bastano, quelli di Prosperi-Sacrati sì.


 

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