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David di Donatello, due donne in corsa per la miglior regia

David di Donatello, due donne in corsa per la miglior regia

Sono Emma Dante ("Le sorelle Macaluso") e Susanna Nicchiarelli ("Miss Marx")  “Volevo nascondermi”, con Elio Germano-Ligabue, fa il pieno di nomination: 15

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ROMA. Almeno per quanto riguarda i due film con più candidature – in questa 66ª edizione dei Premi David di Donatello annunciate ieri online dalla Rai – si annuncia una gara attoriale non da poco. Da una parte Elio Germano, perfetto Ligabue in “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, film d’arte e follia in testa con ben 15 candidature e, dall’altra, Pierfrancesco Favino, un Craxi più vero del vero, in “Hammamet” di Gianni Amelio che di candidature ne ha 14. Segue, a una sola lunghezza con 13 nomination, “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo dove c’è sempre Elio Germano, in un film corale. In quarta posizione troviamo con 11 candidature, “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli (in corsa come miglior film e regia) e, a pari merito, “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” di Sydney Sibilia (non in corsa però nelle categorie miglior film e regia). Quest’ultimo, targato Netflix e mai andato in sala, ha beneficiato del nuovo regolamento dovuto al Covid. Infine, con sei nomination “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante (che corre nelle categorie maggiori).

Due donne in gara per la regia: Dante e Nicchiarelli a sfidare Amelio, Diritti e D’Innocenzo. E due donne anche per l’opera prima con “Magari” di Ginevra Elkann e “Sul più bello” di Alice Filippi, gli altri esordi candidati sono “I predatori” Pietro Castellitto, “Non odiare” di Mauro Mancini, “Tolo Tolo” di Luca Medici. Dopo Golden Globe e nomination all’Oscar anche la candidatura ai David per Laura Pausini per “Io Sì”, la canzone originale de “La vita davanti a sé”. Il film di Edoardo Ponti porta a casa anche la candidatura della protagonista Sophia Loren. Con lei dovranno vedersela Vittoria Puccini, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti e Alba Rohrwacher. Questo in un’edizione dei David di Donatello «sicuramente difficile», come ha detto Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano, «con molti film in corsa ormai stagionati e con tanti che non hanno visto la sala cinematografica». Piera Detassis ha sottolineato con forza la presenza delle registe: «In 66 anni di storia del David, solo due volte una donna ha vinto per il miglior film e mai per la regia. Stiamo facendo un percorso, ma i dati precedenti sono agghiaccianti per l’umanità. Bisogna produrre, finanziare e distribuire più film di donne, una cosa chiesta anche da registi uomini, tanto è vero che ho ricevuto ben due lettere, non dico di chi, su questo tema, la sensibilità è forte anche da parte degli autori. Noi un segnale lo abbiamo dato, abbiamo un 30% di donne nella giuria composta dai vincitori delle passate edizioni e un 37% nella giuria di Cultura & Società. Un passo alla volta, arriveremo» .

Per il miglior attore, oltre a Favino e Germano, sono in corsa Kim Rossi Stuart, Valerio Mastandrea e un inedito Renato Pozzetto drammatico (che corre per “Lei mi parla ancora” di Pupi Avati). Per il miglior documentario, oltre a “Notturno” di Gianfranco Rosi, troviamo “Faith” di Valentina Pedicini (recentemente scomparsa), “Mi chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli, “Puntasacra” di Francesca Mazzoleni e “The Rossellinis” di Alessandro Rossellini.

La cerimonia di consegna dei Premi David di Donatello andrà in onda quest’anno martedì 11 maggio, in una prima serata condotta da Carlo Conti su Rai1. «È il sesto anno consecutivo che faccio questa serata ed è per me un onore esserne ancora una volta il cerimoniere. L’anno scorso l’ho fatta da solo sul palco con i premiati online, quest’anno speriamo vada meglio: abbiamo preparato un piano a, b o c e questo a seconda delle normative». —

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