Ferrara amore mio Dal novantenne Piva i ricordi di una città che non c’è più
Andato a Brescia per lavoro non ha dimenticato la sua terra «Ogni volta che torno è istintivo vedere cosa è rimasto»
Florio Piva quest’anno fa 90: 90 anni da quando il 12 ottobre del 1931 nacque a Ferrara. Una gioventù sotto le bombe, il diploma di geometra al Monti, poi un lavoro che lo porta prima a Mantova e poi a Brescia, dove tuttora vive. Ma Ferrara gli è rimasta nel cuore, Covid a parte vi torna più volte all’anno per ritrovare gli amici e i parenti rimasti al mondo. Ma anche per annotare cosa è cambiato della sua città, raccontandolo poi a modo suo. E a forza di scrivere racconti-ricordi ecco l’idea di realizzare un libro. Ebbene, a pochi giorni dall’uscita il suo Ferrara amore mio. Storie, luoghi e ricordi di una città che non c’è più (Faust Edizioni, 200 pagine 200, costo 12.90 euro) è già esaurito e dopo Pasqua uscirà la nuova ristampa.
«Si tratta di cinquanta racconti-verità /capitoli di cui, finita la lettura di uno, vieni immediatamente trascinato a iniziare quello successivo... Uno più bello dell’altro, come si direbbe...», commenta l’editore Fausto Bassini.
LA DECISIONE
«Il libro è la conseguenza della mia voglia di raccontare la Ferrara ormai dimenticata - ci dice Piva -. Sono un nostalgico, ogni volta che torno mi viene istintivo vedere cosa è rimasto e cosa invece non c’è più».
Appassionato di auto, con particolare riguardo a quelle d’epoca («Ho la patente dal 1950, ho anche lavorato come autista girando l’intera provincia»), dipinge quadri e infatti nel volume sono presenti suoi disegni di strade della nostra città com’erano negli anni ’50, quelli della sua gioventù. «Ferrara l’ho lasciata per ragioni di lavoro. Per D’Annunzio era città dormiente: ero convinto di restarvi tutta la vita ma rimanere qui avrebbe significato sacrificarmi. Ma resta il legame forte, a Ferrara sono nato, cresciuto, mi sono innamorato e sposato, ho visto le bombe durante la guerra... Ferrara per me è ancora la città di quei momenti della vita».
«LA MIA VITA»
«Nel libro ci sono tante cose, aneddoti e ricordi. In sostanza parlo di me, raccontando luoghi e ambienti che non ci sono più. Scrivere mi viene naturale e in tanti mi dicevano di fare un libro, ma passare da un racconto a un volume completo non è semplice, per me di certo è un’assoluta novità, a quasi 90 anni poi...».
SORDI ANTIPATICO
All’interno del volume troviamo anche gli incontri con personaggi noti, dagli autografi di Bartali, Bevilacqua e Brignole al termine della tappa Milano-Ferrara all’incontro con Alberto Sordi, del quale Piva fa un ritratto sincero, caustico e “controcorrente”, vista la poca disponibilità mostrata dal celebre attore in quell’occasione a Ferrara al giovane che gli chiedeva un autografo. E Piva, che spesso scrive bellissime immagini nelle pagine social di Ferrara chiude con un ricordo di Pontelagoscuro: «Oggi è un altro paese. Per me Ponte era un’appendice del Barco vicina al Po, dove andavo la domenica in bicicletta assieme a papà. Tutto è cambiato con l’alluvione nel 1951, che ha cambiato completamente faccia al Polesine, a Santa Maria Maddalena e anche a Pontelagoscuro».
Il libro di Piva è acquistabile in tutte le librerie, bancarelle e anche nelle edicole di Ferrara e provincia, anche se in queste ultime la nuova stampa del volume arriverà alla fine del prossimo week end. —
Davide Bonesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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