La Nuova Ferrara

LA NUOVA OPERA 

La signora di Ferrara sarà protagonista nella “telenovela” che insegna storia

Giorgia Pizzirani

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Raccontare la storia in modo accessibile, stimolando curiosità e interesse verso un comune patrimonio storico, culturale e territoriale: questo lo scopo dei registi e sceneggiatori bolognesi Marco Melluso e Diego Schiavo, autori dei pluripremiati progetti transmediali “Il conte magico” e “La signora Matilde”, incentrati rispettivamente sul conte Cesare Mattei e su Matilde di Canossa, e prossimamente in uscita con “Cent’anni di Bentivoglio” e “Lu’ Duchessa d’Este. Fama e infamie di Lucrezia Borgia”, con il patrocinio del Comune di Ferrara e di Fondazione Ferrara Arte – parte del progetto “Rinascimento Italiano”.

LA SRUTTURA

Come i precedenti lavori, è un edutainment storico per tutta la famiglia, strutturato a mo’ di telenovela; una narrazione basata su analisi storica precisa ma accattivante, intrisa di cultura pop e contemporanea. Il vero film comincia dopo i titoli di coda: il Rinascimento, in questo caso, che trova la propria maturità tra il secondo Quattrocento e i primi del Cinquecento nella Ferrara degli Estensi e di Lucrezia Borgia e nella Bologna di Giovanni II Bentivoglio, fautrici della sua europeizzazione. Il mecenatismo, l’introduzione della stampa a caratteri mobili, le eccellenze nel campo di architettura e ingegneria, il commercio della seta sono punta di diamante del Rinascimento emiliano.

Lucrezia Borgia, donna controversa, capace, rincorsa da invidie e maldicenze, vittima di slut shaming ante-litteram, a Ferrara arriva con maestoso corteo e ricchissima dote, preceduta dalla fama di avvelenatrice e incestuosa. In soli due anni riesce a farsi benvolere dal popolo, dalla corte e dalla cognata Isabella, tanto sospettosa da recarsi a Roma per informarsi sul conto di questa giovanissima che, con alle spalle due matrimoni, stava per sposare il fratello Alfonso d’Este. Abile amministratrice, cui il marito spesso affida le redini del Ducato; accorta imprenditrice, avvia bonifiche e finanzia costruzione di argini. Donna di cultura che conosce francese, latino e volgare, mecenate di letterati e umanisti, di cui la sua corte diviene cenacolo. Amica del Bembo, dark lady ispiratrice di Dumas, Hugo e Donizetti, amante di una moda tutt’oggi ispirazione per le passerelle. Donna che s’interroga in età adulta sul valore morale della ricchezza, che indossa il cilicio e presiede, nel 1508, alla fondazione del Monte di Pietà di Ferrara. La sua figura, riabilitata dopo 500 anni, è esempio di come sia fondamentale restituire la consapevolezza del ruolo delle donne nella storia.

L’uscita è prevista per gli inizi del 2022. —

Giorgia Pizzirani

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