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IL PRESIDENTE DI FERRARA ARTE 

«Draghi parli con il re di Spagna Riportiamo in Italia Caravaggio»

Samuele Govoni
«Draghi parli con il re di Spagna Riportiamo in Italia Caravaggio»

Sgarbi non ha dubbi sull’autenticità dell’opera: può valere decine di milioni di euro Stava per andare all’asta partendo da 1.500 euro. Il critico: l’ho visto e ho capito

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Samuele Govoni

«Faccio espressamente appello a Draghi affinché parli con il re di Spagna per cercare di portare in Italia l’opera di Caravaggio». È questa la volontà di Vittorio Sgarbi, critico d’arte che non ha praticamente dubbi sull’autenticità dell’opera che stava per essere messa all’asta con una base di 1.500 euro. «Un amico che si trovava a Madrid mi ha mandato la foto del quadro che sarebbe dovuto andare all’asta e appena l’ho visto ho capito. Ora il dipinto è stato (ri)scoperto e su mercato libero può avere anche un valore di duecento milioni di euro. Se invece resterà in Spagna – ipotizza Sgarbi – se lo potrebbe aggiudicare il Prado, magari per sessanta milioni. Sarebbe bello riportalo nel nostro Paese».

L’OPERA SCOPERTA

La Coronación de espinas attribuito al circolo di José de Ribera (secolo XVII), ritirato dall’asta della Casa Ansorena, sarebbe invece nientemeno che l’Ecce Homo di Caravaggio. «Il lotto è stato ritirato perché dobbiamo fare verifiche e studiare più approfonditamente il pezzo – ha fatto sapere la casa d’asta –. I proprietari avevano dei dubbi». José de Ribera, noto come lo Spagnoletto, è un pittore seguace del caravaggismo, ma secondo Vittorio Sgarbi non sarebbe lui l’autore dell’opera. «Caravaggio è un pittore viscerale, le sue opere prendono direttamente alla pancia e ho capito subito che si trattava di lui. Ora - spiega il critico, nonché presidente di Ferrara Arte - verranno effettuate tutte le perizie e gli accertamenti del caso». La direzione del museo del Prado è stata avvisata da studiosi internazionali sull’esistenza del quadro, e ha di conseguenza richiesto l’intervento del ministero della Cultura spagnola, che lo ha dichiarato non esportabile.

SEGNO DI VITA

«L’asta ha riacceso i riflettori su un quadro di cui non si conosceva nemmeno l’esistenza. Il problema delle opere d’arte non sono le aste ma gli occhi di chi le guarda; bisogna avere quelli giusti per riconoscere un capolavoro e ora che la verità è venuta alla luce si gioca a carte scoperte», dice il critico.

Ormai i 1.500 euro di partenza sono soltanto un lontano ricordo che le cifre di cui si parlerà, una volta accertata l’autenticità dell’opera, saranno veramente da capogiro. «Faccio appello direttamente a Draghi. Credo che investire una cifra significativa per l’acquisto del Caravaggio possa essere un grande segnale di vita dal valore fortemente simbolico oltre che materiale. In fin dei conti - conclude Sgarbi - quest’opera è stata realizzata da un pittore italiano per un committente italiano. Sarebbe bello riaverla qui». —

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