Giallo sulla scomparsa di un’opera di Galileo
MADRID. È giallo in Spagna per la sparizione dalla Biblioteca Nazionale di Madrid della copia originale di un’opera di Galileo Galilei. È il trattato “Sidereus Nuncius Magna”, sostituito da qualcuno con una copia anni fa e poi rivenduto. È quanto rivela un’inchiesta giornalistica de El País.
Il quotidiano pubblica un’intervista a Marino Massimo De Caro, trafficante di libri che ha scontato in Italia una condanna a sette anni di reclusione per il maxi furto di libri nella biblioteca Girolamini di Napoli, di cui fu direttore, dopo che il professore britannico Nick Wilding lo ha accusato di essere implicato in questo nuovo intrigo. De Caro, che El País ha intervistato, sostiene di aver comprato il “Sidereus Nuncius” originale a «un’importante famiglia argentina», di cui non svela il nome, e poi di averlo venduto alla libreria Sourget di Parigi. Nega però di essere implicato nel presunto furto dalla Biblioteca Nazionale spagnola e afferma di non sapere dov’è finito il libro, anche se ammette di aver fatto alcune copie dello stesso.
Un’indagine interna della biblioteca spagnola conferma l’ipotesi che la copia sottratta fu venduta alla libreria parigina Sourget ed indica come principale sospettato del furto un cittadino uruguaiano, César Olivio Gómez, che De Caro dice di aver conosciuto circa un anno prima della sparizione dell’opera, che sarebbe avvenuta nel 2004. Gómez era stato processato in Argentina, che lo considerava responsabile di aver rubato due mappe del 1482 dalla stessa biblioteca spagnola.
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