Barbareschi provocatore e ironico padrone di casa con “In barba a tutto”
ROMA. Luca Barbareschi torna in tv, e lo fa su Rai3 in seconda serata per otto puntate da lunedì. Il programma è “In barba a tutto”, un talk show in linea con il conduttore: spiazzante, ironico, controcorrente, curioso, alto ma al tempo stesso pop. Una serie di interviste per raccontare, rigorosamente in modo politicamente scorretto, tre temi per ogni puntata, ognuno con un ospite diverso. Tutto rigorosamente in diretta, perché «sono una vecchia pantegana da palcoscenico, se c’è la rete di sicurezza rischio di diventare narcolettico».
Barbareschi racconta i motivi del suo ritorno sul piccolo schermo: «Avevo molta voglia di rifare la tv, ma anche paura. Il tempo passa per tutti. Ogni tanto chiedo a mia moglie se sono rincoglionito, in fondo ho 65 anni. Sono grato a Franco Di Mare, direttore di Rai 3: non sempre la gente ha il coraggio di lavorare con me, lui mi ha dato fiducia». E per questo durante il programma non vuole minimamente modificare il suo stile: «Sarò un “provocattore”. L’artista deve provocare, altrimenti non c’è reazione. Ma spero sia una provocazione rispettosa degli ospiti. Bisogna prendere posizione. Io cercherò di farlo con intelligenza e rispetto». Barbareschi non si tira indietro neanche quando gli si chiede di tornare sulle polemiche sul mondo del teatro, che allo stesso tempo ama e critica: «Penso che dovrebbero essere le categorie a sviluppare proposte per la politica. Anica per esempio ha proposto delle leggi chiavi in mano. Il teatro, invece, è morto. La rappresentanza alta è composta da gente incapace e noi siamo talmente anarchici che metterci insieme è difficile. Ora dobbiamo rifocalizzarci sul dipartimento industriale del teatro prendendo esempio dall’estero, scegliendo il modello migliore. Ma questo può venire solo dalle associazioni. Il teatro ha un’opportunità nel Covid e nella chiusura per ripensarsi e rifinanziarsi. Qualcosa morirà, ma vedere 200 teatri a Roma finanziati a caso è una cosa che mi umilia. E poi vederne magari altri che non hanno le giuste risorse per diventare luoghi di eccellenza».
Lo studio di “In barba a tutto” ricorda un loft newyorkese, un ambiente accogliente, con un bancone, un biliardo, due poltrone e, sullo sfondo, una vista cittadina simbolo di una cultura underground. Ogni puntata proporrà tre temi e per ogni tema un ospite. L’equilibrio della puntata vedrà personaggi famosi alternarsi ad altri meno noti al grande pubblico. Non classiche interviste dedicate alla carriera dei protagonisti, ma colloqui mirati. —
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