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Le città del futuro e il rischio Jihad Weekend Internazionale sul web

Le città del futuro e il rischio Jihad Weekend Internazionale sul web

Oggi e domani altri quattro appuntamenti in streaming organizzati dalla rivista  La Resistenza etiope al fascismo e internet al femminile fanno parte dell’agenda

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Dopo la pandemia che ha desertificato i centri turistici e quelli impiegatizi occorre ripensare a un nuovo tipo di città, ma come costruire quartieri più inclusivi? Un romanzo che aiuta a fare luce sulla fase coloniale italiana e sui crimini commessi. Una ricerca sulle donne dimenticate che hanno lavorato alla costruzione del world wide web. Infine, una riflessione sulla minaccia jihadista.

Torna per approfondire ancora una volta i grandi temi d’attualità, Internazionale a Ferrara. Appuntamento oggi e domani in diretta streaming sul canale Facebook del settimanale con il festival organizzato in collaborazione con il Comune di Ferrara. Un format nuovo arrivato al suo penultimo appuntamento, per “un festival ponte” che ha visto un appuntamento al mese a partire da novembre. Una modalità diversa, pensata per conciliare il rispetto delle limitazioni imposte dalle norme anti-covid con il desiderio di mantenere saldo il rapporto con la città e con il pubblico che negli anni ha partecipato alla manifestazione.

GLI INCONTRI di oggi

Oggi alle 16 il via con il dibattito “La città del futuro” (in collaborazione con la Fondazione Unipolis). Policentrica, più abitabile, meno disuguale, più flessibile, sostenibile e più tecnologica. Così dovrebbe diventare la città dopo la pandemia. Ne discuteranno Francesca Bria, presidente Fondo nazionale innovazione, già assessore alle tecnologie e all’innovazione digitale di Barcellona; Michele De Lucchi, architetto e designer, diverse volte Compasso d’oro; Caterina Sarfatti, direttrice del programma “Inclusive Climate Action” dell’organizzazione internazionale C40 Cities climate leadership group.

Sempre oggi, ma dalle 18, sarà ospite del festival Maaza Mengiste, scrittrice etiope che vive negli Usa. Con il suo romanzo “The Shadow King” (“Il Re Ombra”, Einaudi) che prende spunto dalle donne che combatterono l’invasione voluta da Mussolini e racconta la Resistenza etiope al fascismo, ha vinto numerosi premi. Sarà intervistata da Francesca Sibani di Internazionale.

E QUELLI DI DOMANI

Per anni Daesh ha terrorizzato il mondo, ma da quando è stato ucciso Abu Bakr Al Baghdadi a capo del sedicente Stato islamico, la sua portata sembra essersi arrestata. È davvero così? Cosa ci insegna la storia del gruppo jihadista? Farhad Khosrokhavar, sociologo franco-iraniano, ne discuterà con Marta Serafini del Corriere della Sera e autrice de “L’ombra del nemico. Una storia del terrorismo islamista” (Solferino), moderati da Catherine Cornet di Internazionale, domani dalle 16, durante “Dov’è finito lo Stato islamico”.

La storia della tecnologia che ci è stata raccontata fino a oggi è una narrazione al maschile che parla solo di uomini, ignorando completamente il contributo delle donne. Eppure all’origine dell’informatica ci sono delle menti femminili. Se ne parla domani alle 18 a partire dal libro di Claire L. Evans “Connessione. Storia femminile di internet”(Luiss University Press). L’autrice fa parte del collettivo cyberfemminista Deep Lab ed è anche una cantante nominata ai Grammy.

Incontri in italiano e inglese, con traduzione simultanea, gratuiti e senza bisogno di iscrizione. Info: www.internazionale.it/festival. —

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