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Versi, sonetti e sberleffi nel libro di Gigi Proietti

Versi, sonetti e sberleffi nel libro di Gigi Proietti

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ROMA. «Ebbene, sì. Confesso. Sì, scrivo roba in versi. Mi dichiaro rifugiato poetico». Gigi Proietti, scomparso il 2 novembre 2020 nel giorno del suo 80° compleanno, è stato il più grande attore, regista, scrittore e interprete di un universo umano che attingeva spesso a Roma, a cui ha dato voce nella sua anima più nobile e più popolare insieme. Stava scrivendo un libro di memorie (Rizzoli, pp 228; euro 17,50) “’Ndo cojo cojo. Sonetti e sberleffi fuori da ogni regola”. In libreria da martedì prossimo,e con illustrazioni di una della sue due figlie, Susanna, e altre dello stesso Gigi: disegni in bianco e nero compreso un autoritratto. Il volume è a cura di Sagitta Alter, al suo fianco fin dal 1962.

Per la prima volta sono raccolti in questo libro tutti, assieme ad alcuni racconti, a cui stava lavorando con gran divertimento, come le avventure di Er Ciofeca che si ritrova suo malgrado al centro di un intreccio di cronache romane agre, tra dialoghi stralunati nel suo bar o in coda dal barbiere. Ci sono poi i disegni con cui Gigi Proietti si divertiva a fissare in pochi tratti tic, manie e piccole ossessioni del mondo intorno. —

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