Maggiori capienze e l’ostacolo coprifuoco Lo spettacolo riparte fra speranze e dubbi
Lorini (Anec): «Cento film pronti, ma poche sale apriranno» Lucca Summer e Umbria Jazz preparano i programmi
roma. Cinema, teatri, concerti, musei. Dopo la falsa partenza del 27 marzo ci si riprova dal 26 aprile. E questa volta con numeri più grandi, fino a 500 persone per gli spettacoli al chiuso, mille all’aperto, nelle regioni in giallo. Con la possibilità per le regioni di autorizzare i grandi concerti o gli eventi culturali, purché in sicurezza, potendo contare sugli stessi numeri eventualmente consentiti allo sport. Così il Comitato Tecnico Scientifico ha accettato in toto le richieste avanzate nei giorni scorsi a dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Con il via libera al raddoppio delle capienze e pure un accenno alla possibilità, nel caso che le condizioni epidemiologiche migliorino, di superare questi nuovi paletti.
La notizia delle riaperture, seppure contingentate, dei luoghi dello spettacolo ha subito suscitato reazioni, speranze, ma anche forti perplessità. Il dirigente della Fimi (Federazione dei musicisti) Enzo Mazza, parla di un «risultato importante, soprattutto perché prevede anche il superamento dei limiti standard sulla base di specifiche situazioni e protocolli». E il presidente di Assomusica Vincenzo Spera si dice fiducioso «che questo primo passo vedrà un progressivo ampliamento verso forme più idonee ai luoghi in cui si terranno gli spettacoli», anche se sottolinea la necessità di un percorso progressivo che porti presto «a lavorare in sicurezza ma anche con maggiore sostenibilità economica». Per il cinema è il presidente degli esercenti (Anec) Mario Lorini, a parlare di «un primo passo, un segnale per il settore. Anche se in questi termini non si può parlare di ripartenza. Per far ripartire il mercato ci vuole altro».
Le insoddisfazioni e i malumori però restano e sono tanti. Anche perché le richieste e i protocolli messi a punto dalle categorie in queste ultime settimane prevedevano altro e di più. A partire da criteri diversi per fissare la capienza delle sale, senza numeri uguali per tutti. Ogni luogo è diverso, ripetono un po’tutti, dai teatri alla lirica, al cinema. E c’era la richiesta di aprire anche nelle zone arancioni, di consentire i flussi di pubblico da una regione all’altra. Senza dimenticare che tra i limiti che rimangono c’è il coprifuoco alle 22. Un paletto non da poco per cinema, teatri, concerti, che impone spettacoli serali programmati di fatto nel tardo pomeriggio. Insomma, è difficile, se non impensabile, che in questi termini possano arrivare in sala i film più importanti rimasti finora bloccati.
«Sono oltre 100 i film pronti per l’uscita in sala – dice il presidente dell’Anec Mario Lorini – I film sui blocchi di partenza pronti ad uscire in sala sono molti e importanti, la produzione per ripartire da maggio e arrivare a Natale c’è – assicura – quest’anno i set italiani sono stati numerosissimi, si è parlato di oltre 200 produzioni e abbiamo anche il ritorno di opere americane e europee con nuove uscite a maggio, giugno e luglio. Ma dei 4. 000 schermi che contano le sale al chiuso – spiega ancora – solo il 10-15% hanno spazi all’aperto, che vanno bene, ma non sono sufficenti affinché ci siano le condizioni per far ripartire il mercato in maniera strutturata e quindi l’uscita di tutti i film già pronti».
Fra i primi a muoversi nell’ottica del ritorno degli spettacoli c’è il Lucca Summer Festival: «Da mesi lavoriamo a un protocollo per aprire sotto le Mura a seimila spettatori», annuncia il promoter Mimmo D’Alessandro, che sta lavorando per spostare il festival da luglio a settembre. Il protocollo per il Lucca Summer Festival è stato già presentato alle autorità locali e prevede pubblico seduto, distanziamento, igienizzazione, obbligo di mascherina, ingressi e uscite separati. E anche Umbria Jazz è pronto a ripartire, dice Gianluca Laurenzi presidente della Fondazione: «Abbiamo messo insieme un programma di assoluta qualità, ci sono dei nomi già noti e altri che sveleremo nelle prossime settimane». E conferma l’arena Santa Giuliana e il teatro Morlacchi di Perugia come location «perché possono garantire agevolmente il rispetto delle regole, a cominciare dal distanziamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
