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l’83° festival da lunedÌ 26 

Il Maggio debutta con “Adriana Lecouvreur” Pereira: «Pronti ad avere anche il pubblico»

Gabriele Rizza
Il Maggio debutta con “Adriana Lecouvreur” Pereira: «Pronti ad avere anche il pubblico»

Il concerto d’apertura con Gatti, poi Harding sul podio per l’opera di Cilea con Maria Josè Siri come protagonista

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Gabriele Rizza

Il sovrintendente Alexander Pereira sfoglia la margherita. Apro non apro. Posso aprire non posso aprire. Mi fanno aprire non mi fanno aprire. Dipendesse da lui le porte del Maggio sarebbero già spalancate. Purtroppo non è così. Troppe ancora le variabili in campo: la curva dei contagi, le valutazione del Comitato tecnico scientifico, i provvedimenti delle Regioni, le disposizioni del Ministero, le decisioni del Governo e, non ultima, a ripartenza avvenuta, le reazioni del pubblico: sfida la pandemia e si precipita fuori di casa o piuttosto aspetta timoroso che la situazione migliori, comunque preferendo i luoghi all’aperto che quelli al chiuso? E poi, su tutto, c’è l’incognita del colore. Perché solo se si diventa “gialli”, cinema, teatri, sale da concerto, musei, gallerie, se vorranno potranno riaprire, con le ben note precauzione e le limitazioni di legge.

«Per una certo non preventivata ma benvenuta coincidenza – sottolinea Pereira – il 26 aprile, indicato dal ministro Franceschini come possibile giorno per la riapertura degli spazi culturali, coincide con l’inaugurazione del Festival del Maggio. Il passaggio in zona gialla della Toscana ci consentirebbe quindi di avere il pubblico. Dal punto di vista organizzativo certo non sarà semplice anche perché la decisione arriverà solo giovedì. Resta però fondamentale il fatto, almeno in questa prima fase, che noi potremmo riaprire indipendentemente dal numero degli spettatori. Sarebbe un segnale importante. Nei mesi di lockdown – dice ancora Pereira – abbiamo lavorato con questo obiettivo, fare musica in teatro come sempre, senza stravolgimenti, cantanti e coro in palcoscenico, l’orchestra in buca, così da essere pronti non appena le condizioni ce lo avrebbero permesso. In ogni caso tutti i nostri spettacoli, con o senza pubblico, verranno registrati per essere poi disponibili in streaming sulla piattaforma ItsArt».

In attesa di sapere se l’ultimo petalo della margherita cadrà “aperto” (gli spettatori sarebbero al massimo 500) il Maggio numero 83 apre lunedì 26 con il concerto diretto da Daniele Gatti che dirige pagine di Stravinskij, Richard Strauss e Wagner. Al centro degli appuntamenti successivi ci sarà Daniel Harding. Il 45enne direttore inglese, già qui ammirato la settimana scorsa in una superba esecuzione della Prima Sinfonia di Mahler, il 27 salirà sul podio della “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea, mentre il 29 guiderà coro e orchestra nel “Requiem” di Mozart. «Quando un anno fa Pereira – racconta Harding – mi propose l’Adriana Lecouvreur, che non conoscevo, mi ricordai della bella esperienza alla Scala, quando diressi “Pagliacci” e “Cavalleria rusticana” che pure non pensavo potessero essere parte del mio repertorio, ma delle quali, non appena le ho affrontate, mi sono innamorato. Ho avuto l’opportunità di affrontare un compositore nuovo: per questo sono grato al Maggio e felice di poter lavorare su un’opera squisitamente teatrale, commovente e drammatica». La regia è affidata a Frederic Wake-Walker (che sostituisce l’annunciato Jürgen Flimm) mentre nel ruolo del titolo spicca Maria Josè Siri.

Il cartellone del Maggio, conferma Pereira, terrà fede a quanto annunciato, sia sul versante lirico – “La forza del destino”, “Il ritorno di Ulisse in patria” di Monteverdi, “Siberia” di Giordano, annullate o rinviate “Jeanne Dark” di Vacchi e “Don Giovanni” di Mozart – che sinfonico, con Myung-Whun Chung, Zubin Mehta e i Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti. —

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