La Nuova Ferrara

Sul set tra ciak e tamponi Papini a Codigoro gira “Tutti i nostri ieri” «Bella energia nell’aria»

Ines Ammirati

Un documentarista, un detenuto e una vittima nel Parco del Delta Il regista: «Mi sono innamorato del territorio dopo una vacanza» 

3 MINUTI DI LETTURA





L’INTERVISTA

A dieci anni dal suo ultimo film, il regista piemontese Andrea Papini torna dietro la macchina da presa per portare il cinema d’autore nel Ferrarese, tra il Parco del Delta e Codigoro, dove le riprese si sono concluse proprio ieri. È proprio nella ex struttura carceraria di via della Resistenza che è stato ambientato Tutti i nostri ieri, film drammatico finanziato dall’Emilia-Romagna Film Commission in cui le storie tormentate di un documentarista, un detenuto e una vittima si intrecciano dentro e fuori dal carcere in un racconto che vuole interrogare sul complicato rapporto tra identità e memoria.

Da cosa nasce l’idea del film “Tutti i nostri ieri”?

«Questo film nasce dalla mia esperienza personale nel carcere di Rebibbia in cui abbiamo presentato ai detenuti il mio film La velocità della luce. Da ciò è nata l’idea di una storia tra dentro e fuori l’esistenza all’interno della struttura carceraria. È un’esperienza molto forte, un lavoro importante che ha avuto una lunga gestazione perché trovare fondi in Italia è difficile, soprattutto per il cinema d’autore».

E perché Codigoro?

«L’idea di ambientarlo qui a Codigoro mi è venuta durante una vacanza in questi luoghi, in cui mi ha colpito la bellezza del delta del Po. Il contesto naturale fa da contrasto con le scene nella struttura carceraria e si adatta bene alla struttura emotiva dei personaggi del lungometraggio».

La città come ha reagito durante questo mese di riprese? Qualcuno ha partecipato?

«C’è stata grande partecipazione da parte della città. L’amministrazione ci ha abbracciato e ha partecipato anche se siamo stati ostacolati dalle procedure del Covid-19. Non tutti infatti erano disposti a seguire le procedure. Si parla di tamponi due volte alla settimana per cercare infatti di arginare il rischio. Nonostante questo c’è stata grande partecipazione soprattutto quando abbiamo filmato in una pasticceria del centro e alla storica discoteca Caprice».

Nel cast figurano nomi nuovi come Denise Tantucci e Teresa Saponangelo e altri già incontrati nei suoi film precedenti come Peppino Mazzotta. Come si è trovato a lavorare con questo cast?

«Ho al mio fianco un cast veramente meraviglioso formato da attori incredibili come Peppino Mazzotta, Denise Tantucci, Francesco Di Leva, Daphne Scoccia, Teresa Saponangelo, Maria Roveran e Thierry Toscan. Con alcuni di loro avevo già lavorato, come Peppino Mazzotta e Thierry Toscan. Gli altri li conoscevo già nel settore e lavorarci insieme qui per la prima volta è stata una sorpresa meravigliosa. Sarà l’energia dovuta a questo lungo stop, ma sono davvero contento del risultato. C’è grande entusiasmo tra di noi, forse proprio perché viviamo in una bolla qui dentro all’albergo dove nessuno può uscire o entrare. Si è creata un’atmosfera davvero molto gioiosa».

E per lei com’è stato tornare a girare dopo così tanto tempo?

«All’inizio è stato faticoso ricominciare poi molto bello. In questi anni ho scritto e lavorato a diversi documentari e ho impiegato diversi anni per la preparazione di questo film. Che dire, è il lavoro più bello del mondo. Spero inoltre che la campagna vaccinale vada avanti. A fine autunno - conclude il regista - di quest’anno il film dovrebbe essere pronto e dopo decideremo quando farlo uscire nelle sale in base alla situazione». —

Ines Ammirati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google