Se l’addio diventa una vendetta ecco “Chiamami ancora amore”
La nuova serie con Greta Scarano, Simone Liberati e Federico Ielapi tocca argomenti attuali come la genitorialità e la condizione femminile
ROMA. Come cambiano vita di coppia e sentimenti quando da amanti si diventa genitori? Una risposta, comprensiva di occhiaie da privazione del sonno, sensazione materna di solitudine, recriminazioni, umiliazione, vendette e tribunali prova a darla la miniserie “Chiamami ancora amore” che nel titolo omaggia Roberto Vecchioni e nei contenuti il film cult che ha fatto piangere mezzo mondo “Kramer contro Kramer”, ma anche il più recente “Marriage story”.
Al posto di Meryl Street e Dustin Hoffman e di Scarlett Johansson e Adam Driver qui ci sono Greta Scarano (Anna) e Simone Liberati (Enrico) il loro piccolo e conteso, Pietro, è Federico Ielapi (il Pinocchio di Garrone) e l’assistente sociale che entra nelle loro vite per valutare la loro capacità genitoriale è Claudia Pandolfi. La storia si sviluppa in tre serate (e sei episodi) al via da lunedì 3 maggio su Rai 1, con i primi due episodi 50 minuti in anteprima su RaiPlay da lunedì prossimo.
Scritta da Giacomo Bendotti e diretta da Gianluca Maria Tavarelli la miniserie è, secondo l’autore Bendotti, «un crime familiare» e secondo il regista «la prima che racconta la maternità dal punto di vista femminile». Per farlo, ha spiegato, ha scelto di non spettacolarizzare il testo, seguendo invece con la macchina da presa a mano, quasi con stile da documentario, i protagonisti in modo semplice e naturale. «Volevo che lo spettatore fosse sempre addosso e insieme a loro, in tutti i momenti delle loro vite, perché questa serie parla di tutti noi».
Anna e Enrico dopo un figlio e undici anni di matrimonio durante i quali il loro amore si è trasformato in rancore, si separano. Nel primo episodio Anna fa le valigie per andarsene, ma le fa nel giorno sbagliato. Perché proprio quel giorno Enrico le ha organizzato una festa a sorpresa per il compleanno appena trascorso. «Mi sono avvicinata a questo personaggio in punta di piedi, le coppie in crisi le conosco bene, ma non sono madre», dice Greta Scarano, 34 anni. L’attrice reduce dai successi dell’ultimo episodio de “Il commissario Montalbano” e dalla serie Sky su Totti, qui interpreta la protagonista Anna. «Ancora oggi in Italia molte donne lasciano il lavoro quando diventano madri, “Chiamami ancora amore” parla anche di questo», dice Giacomo Bendotti, autore della serie, sottolineando che insieme alla storia di una coppia e di un amore che non regge al peso della genitorialità i sei episodi affrontano anche temi cruciali dell’agenda contemporanea, a partire dall’occupazione femminile, dall’aborto e dalla pillola abortiva. «Per le donne ancora oggi prendere una decisione che dovrebbe essere un diritto garantito spesso è ancora un percorso ad ostacoli. Io ho una figlia femmina e voglio fare di tutto per garantirle un mondo dove le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini». —
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