Chernobyl trentacinque anni dopo Il disastro rivive in una mostra
La nuova esposizione multisensoriale è stata inaugurata a Cologna Veneta Dalla visita alla “zona di alienazione”, la rassegna itinerante dedicata alla tragedia
A trentacinque anni dal disastro nucleare di Chernobyl (26 aprile 1986) “I luoghi dell’abbandono”, associazione fondata e guidata da Devis Vezzaro, ha inaugurato “Il silenzio assordante di Chernobyl”, mostra multisensoriale e itinerante, dedicata al più grave incidente nucleare della storia. “Il silenzio assordante di Chernobyl” risuona fortissimo nell’ex ospedale civile di Cologna Veneta (Verona). Le stanze sono state allestite con foto, documenti, filmati, materiali utilizzati, oggetti dell’epoca, suoni, odori, luci, proiezioni video e cartellonistica di approfondimento.
Già proposta con successo a Dueville, Recoaro e Bondeno, Vicenza e Rovigo, attesa a Roma, Firenze e Milano, la mostra itinerante nasce dalla visita a Pryp’jat’, la città fantasma (contava 50mila abitanti) situata a nord dell’Ucraina (allora Urss), a tre chilometri dalla centrale di Chernobyl, da parte di 18 fotografi, Vezzaro compreso, che hanno documentato e immortalato la cosiddetta “zona di alienazione”, istituita in seguito all’incidente nucleare, per evacuare la popolazione locale e prevenire l’ingresso nel territorio più fortemente contaminato dalle radiazioni. All’interno dell’ex ospedale sono state ricreate stanze e ambienti con tute, maschere e oggetti dell’epoca; il visitatore potrà così immergersi in un passato solo apparentemente remoto. Durata della visita tre ore, prenotazione obbligatoria. Per informazioni e modalità di partecipazione: 340.8603748. —
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