Le nuove frontiere della scienza: ecco GPT-3, il generatore di creatività artificiale
Le “macchine” sono ormai capaci di dipingere, comporre e scrivere correndo verso un futuro che c’impone attenzione
Pietro Mattonai
Il timore è che, un giorno, la battuta di HAL 9000 possa perdere i connotati della finzione. «Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo». In “2001 Odissea nello spazio”, il film capolavoro di Stanley Kubrick, il supercomputer HAL 9000, temendo di essere disattivato dall’equipaggio dell’astronave Discovery One, riesce a uccidere quattro persone.
Sicurezza in forse
Un istinto di sopravvivenza che spaventa e che, Kubrick prima di molti altri, ha messo alla luce di fronte al pubblico: le macchine, sempre più intelligenti e sempre più sensibili, di fronte al pericolo, sceglieranno in ogni caso di garantire la sicurezza dell’umano, anziché la loro? Una domanda che, per il momento, sembra ancora lontana dall’attualità. Ma che gli ultimi sviluppi sembrano rendere sempre più interessante.
TECNICA E ARTE
La robotizzazione del lavoro è un fenomeno tanto diffuso, quanto inevitabile. Per il momento, comunque, gli impieghi che le macchine riescono a svolgere su grande scala sono perlopiù di tipo manuale e tecnico. Ciò non significa in alcun modo che la cosiddetta disoccupazione tecnologica sia meno rilevante: uno studio di McKinsey, per esempio, stima che nel nostro Paese entro il 2030 – non proprio tra un’eternità – nel 60% delle occupazioni, un terzo delle mansioni potrebbe essere automatizzato. Uno stravolgimento che, negli ultimi mesi, non si è comunque limitato ai lavori più meccanici: il robot Sophia, androide “sociale” attivato nel 2015, ha reinterpretato alcuni ritratti dell’artista Andrea Bonaceto grazie alla sua intelligenza artificiale. Un video di dodici secondi nel quale Sophia riproduce a modo suo un ritratto che Bonaceto stesso le ha fatto, è stato inoltre venduto come opera d’arte digitale per quasi 700mila dollari. Non solo la meccanica, allora: anche l’arte, già in questi giorni, non è più (solo) appannaggio degli esseri umani.
CHI SCRIVERÀ I GIORNALI?
Questi sviluppi riguardano anche chi scrive, in senso stretto e in senso ampio. La rivista del Mit, l’istituto di tecnologia del Massachusetts, ha inserito nel suo elenco annuale delle tecnologie da tenere d’occhio per il prossimo futuro anche il modello di linguaggio GPT-3. In poche parole, si tratta di uno strumento in grado di elaborare un testo partendo da un comando umano. Niente di impressionante, forse, ma la capacità di calcolo di GPT-3 e la mole infinita di dati in possesso di questo sistema rendono i testi prodotti da esso del tutto indistinguibili da quelli firmati da un essere umano. Del resto, GPT-3 è stato anche utilizzato su un social molto in voga – Reddit – riuscendo a farsi smascherare dagli altri utenti soltanto dopo una lunga interazione. Nella speranza che al comando umano, la tecnologia non risponda mai come HAL 9000. «Mi dispiace, purtroppo non posso farlo». —
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