Crossroads affronta il Covid a tempo di jazz «Torniamo a respirare dopo apnea infinita»
Sessanta concerti e quattrocento artisti in Emilia Romagna In autunno tappe anche al Torrione Jazz Club di Ferrara
Una sfida in circostanze straordinarie: questa è l’edizione 2021 del festival Crossroads. La data iniziale è fissata per il 17 maggio, quella finale il 7 dicembre: quasi sette mesi di calendario nei quali saranno incastonati oltre 60 concerti che coinvolgeranno circa 400 artisti: gli abituali numeri da capogiro della gigantesca manifestazione itinerante che attraversa tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni.
Tutto ciò con la consapevolezza che si dovrà convivere con le limitazioni poste agli spettacoli dal vivo e agli spostamenti dalla situazione di emergenza sanitaria: si tratterà quindi di fare quanto possibile per andare in scena, ma non ci si dovrà sorprendere di fronte a cambiamenti di programma. «La sensazione è quella di tornare a respirare dopo un’apnea infinita che ha battuto tutti i record del mitico Maiorca… Sarà come tornare a tuffarsi in mare dopo aver vissuto a lungo da pesci fuor d’acqua», dichiara Sandra Costantini, direttrice artistica di Crossroads.
ARTISTI RESIDENTI E USA
Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Peppe Servillo, Javier Girotto: sono tutti protagonisti assoluti del jazz italiano e Crossroads li ha letteralmente adottati, come artisti residenti del festival, invitandoli a esibirsi con numerosi e sempre diversi progetti musicali. La creatività degli artisti residenti sarà il tratto distintivo del festival Ravenna Jazz, che si terrà con una formula dalle serate non consecutive tra il 29 luglio e il 19 novembre e il cui programma sarà inglobato nel cartellone di Crossroads, pur conservando la sua autonomia.
Nel cartellone, come sempre, non mancano le proposte di nomi tra i più rappresentativi del jazz made in USA: dal power trio grondante di blues e raffinatezze solistiche guidato dal chitarrista Julian Lage (23 luglio, Fusignano, Parco Piancastelli) all’avveniristico piano solo di Craig Taborn (5 novembre, Ferrara, Jazz Club Torrione San Giovanni). E poi ancora il trio del virtuoso sassofonista Seamus Blake (2 ottobre, Ferrara), i mitici Five Elements del sassofonista Steve Coleman, con il loro inarrestabile slancio modernista (9 ottobre, Imola, Teatro Ebe Stignani), il trio del pianista George Cables, quintessenza del post-bop afroamericano (4 dicembre, Bologna, Camera Jazz&Music Club), con ospite il sassofonista Piero Odorici. Alla scena statunitense è legata anche la fama di due artisti israeliani omonimi: il bassista Avishai Cohen, dal cui trio straripa una prodigiosa espressività (25 luglio, Rimini, Arena Lido – Darsena Rimini), e il trombettista Avishai Cohen, che con il quintetto “Big Vicious” spinge forte sul pedale dell’elettrificazione (17 ottobre, Piacenza, Teatro President).
le prime date
La rassegna parte il 23 maggio dal Teatro Asioli di Correggio alle 19.30 con Greg Burk Solo. Martedì 25 maggio, stesso luogo e stessa ora, Lydian Sound Orchestra feat David Murray, direttore Riccardo Brazzale. Ancora venerdì 28 maggio a Correggio Franco D’Andrea Newthings e domenica 30 (alle 18) On time band. Infine lunedì alle 19.30, stessa formazione con special guest Gabriele Mirabassi. Per informazioni, dettagli e programma completo: tel. 0544.405666. —
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