La Nuova Ferrara

SEPOLCRI 

Cini e quegli incroci con le star La Certosa ospita Vittorio e Lyda

(6 - continua)
Cini e quegli incroci con le star La Certosa ospita Vittorio e Lyda

Il conte sposò la nota attrice Borelli, da lì costretta a lasciare il mondo del cinema Il figlio Giorgio si unì a Merle Oberon, poi morì a bordo di un aereo in Costa Azzurra

2 MINUTI DI LETTURA





Trachite euganea. Con questa roccia vulcanica nel 1907 venne eretta con progetto di Giovanni Boicelli la tomba monumentale della famiglia Cini nella Certosa di Ferrara. La trachite si estrae in specie dai Colli Euganei. È la “masegna” del lastrico di Piazza San Marco a Venezia, così come copre ampi tratti di Corso Ercole I d’Este a Ferrara.

La solida base della fortuna della famiglia Cini di Ferrara poggia sulla trachite legata a Domenica Giraldi da Monselice, il cui nome spicca sulla tomba. Sposò il ferrarese Paolo Cini portando in dote cave euganee, il Castello di Monselice, la Rocca medievale e pure la seicentesca Villa Duodo di Monselice. Con lei iniziarono le fortune dei Cini. Giorgio Cini, nato dalla coppia e veterinario, era anche attivo nel commercio delle masegne, creando i presupposti per le fortune di suo figlio Vittorio (Ferrara 1885– Venezia 1977), un tycoon all’americana, capace negli affari, in politica e nella cultura, conte di Monselice dal 1940. Vittorio si unì a una delle più amate attrici di teatro e del cinema muto d’Italia, Lyda Borelli (1887-1959). Una bruna incendiaria, che recitò in film come La donna nuda e Rapsodia satanica. Vittorio pretese il suo ritiro. Era il giugno 1918, le nozze riparatrici (il loro Giorgio junior nacque il 26 novembre seguente) furono celebrate in modo discreto a Gavorrano, in quel di Grosseto.

LA FAMIGLIA

La coppia ebbe anche tre figlie, tutte chiamate con nomi dotati della lettera y, come quello della madre: le gemelle Yana e Ylda, infine venne Mynna.

Yana, moglie del principe Fabrizio Alliata di Montereale, riposa dal 1989 a Ferrara, il consorte dal 2017. Giorgio junior, emulando il padre, si fidanzò con una sfolgorante donna di cinema, Merle Oberon, star anglo-cingalese, la Cathy di Heathcliff/Laurence Olivier nella più bella versione per lo schermo di Cime tempestose (1939). Una dea esotica dai capelli corvini, che al collo eburneo portava gioielli regali, come un famoso collier di diamanti firmato Cartier con ventinove smeraldi indiani grandi come noci acerbe. Era un dono del regista Korda, un ex marito tra i quattro che lei ebbe, due prima e due dopo Giorgio. Cini, colto e audace (liberò il padre da Dachau, ove era rinchiuso per una lite con il Duce) si godeva una vacanza sulla Costa Azzurra con Merle, quando, il 31 agosto 1949, cadde con il suo aereo, morendo sul colpo. Lei vide da terra l’incidente. Gli sopravvisse a lungo: riposa dal 1979 al Forest Lawn Memorial Park, Hollywood Hills, California.

A Ferrara resta la Casa Cini, ove nacque Vittorio. Al nome di Giorgio junior, sepolto in Certosa, fu intitolata la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, ricca di inestimabili tesori d’arte, in particolare di artisti ferraresi. —

(6 - continua)

Micaela Torboli

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google