La Nuova Ferrara

LA CHIUSURA 

En Plen Air ai saluti finali Il grazie dell’arte italiana

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Ha toccato anche il mondo artistico ferrarese (in particolare Laura Govoni, che lì vi ha esposto) la chiusura dopo ben 27 anni di En Plen Air.

Nel 1994 Elena Privitera decide di trasformare la sua abitazione, una casa padronale del ’700 immersa nella campagna pinerolese, nella sede di un’associazione culturale per il tempo libero con un particolare interesse per l’arte contemporanea. Luisa Perlo e Francesco Poli, curano la prima mostra, dedicata all’artista russo Serghej Potapenko e da quel momento ha avuto inizio l’avventura culturale di En Plein Air-arte contemporanea. Lo spazio privato e quello pubblico si sono incrociati fino a espandersi nel cascinale, che affianca la dimora residenziale. La scelta del nome fa espresso riferimento alla natura, come sintomo di armonia interiore, diventando la cornice ideale per situazioni che, sin dall’inizio, si sviluppano secondo due direttrici progettuali: la presenza di artisti affermati e la proposta di giovani artisti. Nel corso degli anni si sono susseguite molte mostre, proponendo tantissimi artisti emergenti quali Andrea Nisbet, Carlo Galfione e Luca Bernardelli accogliendo al contempo, artisti noti Gilberto Zorio, Vasco Are, Robert Gligorov e Jannis Kounellis.

Dalla mostra tutta al femminile “The world from the female” del 1997, prende corpo il progetto “Maionese”, cui è strettamente collegata la necessità di ampliare lo spazio fisico della galleria, così da poter proporre in contemporanea più eventi. E da qui parte anche di concepire mostre tematiche, che ambiscono a riflessioni multiple intorno a tematiche sul mondo contemporaneo.

Ora tutto questo è finito, ma da tutta Italia è partita una gara a ricordare questo importante spazio e Ferrara non poteva mancare. —

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