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LA RASSEGNA 

Il Ravenna Festival c’è Da Dante a Ferretti i mille volti di un’estate votata alla cultura

Il Ravenna Festival c’è Da Dante a Ferretti i mille volti di un’estate votata alla cultura

Settanta gi eventi tra concerti, spettacoli e presentazioni Si comincia il 2 giugno, Muti e Orchestra Cherubini presenti

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Anche quest’anno Ravenna e il suo Festival sono in prima linea per il ritorno alla musica dal vivo in Italia, da una parte ospitando il doppio concerto d’apertura della tournée dei Wiener, per la prima volta di fronte al pubblico nel 2021; dall’altra inaugurando il programma estivo il 2 giugno, nel giorno della Festa di una Repubblica che può e deve essere fondata anche sulla cultura e sulla musica. Nella dedica a Dante – del quale il Festival celebra vita e opera con nuove produzioni e commissioni a compositori, coreografi e drammaturghi – si realizza la natura tematica e multidisciplinare della manifestazione, forse proprio perché il grande viaggio della Commedia contiene in sé tutti i temi attinenti all’esperienza umana.

MUTI PROTAGONISTA

Quest’estate Riccardo Muti guida la sua Orchestra giovanile Luigi Cherubini in altri due appuntamenti, uno dei quali è l’annuale pellegrinaggio musicale delle Vie dell’Amicizia, che ritorna a Erevan per riallacciare il dialogo intrecciato vent’anni fa e che ha radici nella storia Romana e Bizantina, quando Ravenna vantava una fiorente comunità armena. «Il Paese delle pietre che urlano», come lo descrisse Mandel’stam, trova espressione della propria sofferta spiritualità e tradizione musicale, oltre che nel concerto del Naghash Ensemble e una messa armena, nella commissione al più importante compositore di quella terra di confine, Tigran Mansurian. È invece la Rocca a trasfigurarsi in cittadella infernale per “Sei studi sull’Inferno di Dante” di Giovanni Sollima; al fianco del compositore palermitano la Cherubini diretta da Kristjan Järvi, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Saracini” e il controtenore Raffaele Pe. “O luce etterna”, con cui Valentin Silvestrov dà forma sonora alla luminosa evanescenza del Paradiso, sarà eseguita dal Coro da camera di Kiev a Sant’Apollinare in Classe.

MUSICA E DANZA

Il Festival torna a San Vitale con l’opera da camera Teodora di Mauro Montalbetti, libretto e drammaturgia di Barbara Roganti; un percorso nel labirinto dell’esistenza dell’imperatrice ritratta in mosaico nella Basilica. Alessandra Ferri celebra al Festival quarant’anni di carriera nei panni di Winnie, la ballerina “âgée” immaginata da Béjart nel 1998 per Carla Fracci: la ripresa del beckettiano “L’heure exquise”, in coproduzione con il Royal Ballet, la vedrà sommersa da una montagna di vecchie scarpette da punta. Al suo fianco Carsten Jung (Hamburg Ballet), nel ruolo che fu di Micha van Hoecke; lo stesso Micha li guiderà nel riallestimento insieme a Maina Gielgud che ne fu seconda interprete. La Basilica di San Francesco, dove si tennero i funerali del Poeta, accoglie appuntamenti dedicati alla musica dei tempi di Dante o ispirata alla sua poesia, preceduti da una conversazione con il musicologo Piero Mioli.

PIAZZOLLA E CAPOSSELA

Accanto ai concerti diretti da Riccardo Muti, la sezione sinfonica include Accademia Bizantina e Ottavio Dantone in inedita versione Romantica per Mendelssohn e Schumann. Mentre sul podio della Cherubini sale Leōnidas Kavakos, anche solista al violino con il violista Antoine Tamestit nella Sinfonia concertante K. 364 di Mozart, il 50° anniversario della morte di Stravinskij ispira il programma di Charles Dutoit e la Slovenian Philharmonic Orchestra. Dell’eredità di Stravinskij Roberto De Simone propone una rilettura inaspettata: in Les noces ovvero Lo’Ngaudio, eseguito dall’ensemble Ars Ludi diretto da Marcello Panni, il tripudio vocale non è più in russo ma in dialetto garganico. Ad Astor Piazzolla il Festival dedica, oltre a una serata a Lugo, la sua “operita” Maria de Buenos Aires e Romance del Diablo, rilettura con il saxofono di Marco Albonetti accanto all’Orchestra Filarmonica Italiana. Vinicio Capossela si accompagna invece all’Orchestra Maderna diretta da Stefano Nanni per un “Bestiario d’Amore” ispirato all’opera del 1200 di Richard de Fournival e degno dell’immaginazione dantesca. Per il solo recital al piano di quest’edizione, il fuoriclasse Daniil Trifonov sceglie Prokof’ev, Debussy e Brahms. Spazio anche a danza, teatro e presentazioni. Tra questi merita di certo di essere segnato sull’agenda l’incontro con Marco Belpoliti che a Cervia presenterà “Pianura” (ed. Einaudi) in compagnia con Giovanni Lindo Ferretti con musice di Cccp e Csi . —

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