L’omaggio di Baroni a Scarpa «L’opera è mia, troppi errori»
La vetrina del negozio di via del Gambero fu realizzata nel 1978 dall’architetto La titolare: «C’è chi dice che il lavoro non è suo ma io lo so, glielo commissionai»
La vetrina della pellicceria di via del Gambero 3/A, a Ferrara, è qualcosa di più di una semplice “finestra” sul negozio, è un’opera d’arte realizzata ormai quarantacinque anni fa dall’architetto Flavio Baroni. Il lavoro gli venne commissionato nel 1977 dalla proprietaria della boutique, oggi la stessa di allora, ed è un omaggio a Carlo Scarpa. Scarpa, architetto, accademico e designer, nato nel 1906 a Venezia e morto nel 1978 a Sendai, in Giappone, realizzò numerose opere e si occupò anche di importanti restauri. Il suo lavoro spaziò da musei a chiese, da edifici pubblici a edifici privati, da monumenti a spazi commerciali. L’opera di via del Gambero, infatti, ricorda la facciata dell’azienda Gavina Spa realizzata da Baroni all’inizio degli anni sessanta. «Davanti al negozio – racconta la titolare ferrarese – si fermano sempre turisti curiosi e ragazzi del Dosso Dossi: osservano, scattano foto… sono abituata». Da qualche tempo però, l’opera, viene attribuita erroneamente allo stesso Scarpa, oppure a Giulio Zappaterra; altro architetto ferrarese ormai scomparso. «Nei giorni scorsi un fotografo si è fermato a scattare e parlando con altre persone ha detto trattarsi di un lavoro di Scarpa, non è così, è di Baroni. La realizzò lui – sottolinea – come omaggio all’architetto e designer veneziano».
A dare man forte alla posizione della titolare c’è anche la voce del diretto interessato, l’architetto Flavio Baroni, che spiega: «Più di una volta ha notato errori di attribuzione riguardo l’opera in via del Gambero ma voglio ribadirlo ancora una volta: quella facciata è mia». Ovviamente non si sa bene chi fosse il fotografo e nemmeno se si trattasse di un appassionato poco informato o, peggio, di un operatore turistico impreparato. «Molti di coloro che passano per il centro storico vengono appositamente qui per ammirare questo scorcio e anche chi vi si imbatte casualmente non resta indifferente e coglie l’occasione per scattare una foto diversa dal solito. Vogliamo semplicemente che venga tutelata la paternità intellettuale dell’opera e che - concludono i diretti interessati - sia riconosciuta la paternità artistica a Baroni». —
Antonio J. Palermo
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