Ferrara, un museo itinerante dedicato a Finetti: «Le sue canzoni sono parte di tutti noi»
Chitarre, spartiti e altre cimeli saranno ospitati al Ginger bar. «Il dialetto deve restare vivo: le battute di Alfio sono attuali»
FERRARA. L’idea girava vorticosa nella testa del musicista (e filososo) ferrarese Sergio Rossoni da qualche mese. Ma la pandemia ha reso difficile per tutti organizzare iniziative di carattere culturale e musicale. Con le riaperture, però, ecco che il noto chitarrista può dare vita a uno dei suoi (tanti) sogni: portare in giro per la provincia il nome di Alfio Finetti. «Perché Alfio è un pezzo della nostra vita ma anche della nostra cultura, con la “C” maiuscola», ci dice.
Martedì alle 12 al Ginger bar di via Garibaldi (ex bar Sole, a fianco di palazzo Bentivoglio) viene così inaugurato (alla presenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale, che appoggia in pieno l’iniziativa) il museo itinerante dedicato ad Alfio Finetti, denominato “Da Cupar a New York”. All’interno del bar (primo ad aderire all’iniziativa) due chitarre, appunti, spartiti e altri oggetti dell’indimenticato cantautore ferrarese, re del dialetto.
NELLA SUA AMATA TERRA
«Siccome sono un filosofo e penso che la filosofia vada in piazza - racconta Rossoni -, invece di andare nei musei vado nei bar e nei ristoranti, fra l’altro attività che hanno bisogno di tornare a lavorare a pieno regime».
Rossoni è tra i fondatori del gruppo I contributi di Alfio, che porta in giro per feste e teatri (pandemia permettendo) le barzellette e le canzoni di Finetti. Del gruppo fa parte anche la figlia Rita, cantante, che ha regalato a Rossoni le amate chitarre di papà. «Due saranno esposte, la terza, la più famosa, quella rossa, la suonerò io, anche martedì in occasione dell’apertura del museo, quando con me e Rita si esibiranno anche gli amici Stefano Bottoni e Andrea Poltronieri».
Come detto, il museo è itinerante, la prima tappa è il bar di via Garibaldi, ma vi sono già diverse richieste: «Fino all’estate chitarre e altri cimeli di Alfio staranno lì, ma poi andremo alla trattoria la Romantica e nel centro sociale Ancescao “Acquedotto” in città, ma spero davvero che le richieste arrivino anche dalla provincia, in primis dal Copparese, sua terra natìa».
Rossoni ha una vasta cultura musicale, ma Finetti è Finetti: «Mi piace suonare Miles Davis, amo il jazz, così come il rock, ma i brani di Alfio sono stupendi, per costruzione e testi e sono perfetti per valorizzare il territorio».
Fra l’altro, anche con la scuola dove insegnano lui e Poltronieri, Estense music academy, si porta avanti la tradizione di Finetti, tanto che venerdì 28 è prevista una serata all’aperto al centro sociale “Il parco” di via Canapa. «Il dialetto va tenuto vivo e Alfio è con noi tutti i giorni, le sue battute dedicate al nonno nel celebre brano Al Ré dla miseria sono ormai di uso comune per tutti noi». —
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