Caserma Silvestri, dagli artiglieri a luogo abbandonato senza futuro
Sfumato anche il nuovo tentativo di ospitare il Tribunale nei 26mila mq di area Intanto l’associazione culturale lascia l’ex manicomio per i «troppi atti vandalici»
L’artiglieria contraerea aveva nel Nord Est il grosso delle propria attività. Se il comando era in centro a Padova (palazzo Camerini), nelle città vicine c’erano importanti sedi operative, a partire dalla nostra Ferrara con gli edifici di via Cisterna del Follo, mentre a Rovigo c’era la caserma Silvestri, anche questa a due passi dal centro. Chissà quanti ferraresi hanno effettuato il servizio militare a Rovigo, tantopiù che la Silvestri era anche utilizzata come sede d’esame per conseguire la patente militare, mentre il corso di preparazione era effettuato a Mestre.
Ebbene, da tempo a Rovigo (del resto come a Ferrara) si parla di come recuperare questo spazio, ben 26mila metri quadrati. Ancora di pochi giorni fa il “no” che pare definitivo alla possibilità di spostare lì il Tribunale rodigino. Caserma Silvestri che dal 1967 al 2012, ha accolto il Quinto reggimento “Pescara”, il reggimento di artiglieria controaerei. Dunque da quasi dieci anni è chiusa e come sempre l’associazione de I luoghi dell’abbandono, fondata da Devis Vezzaro, è entrata per immortalare l’attuale stato degli edifici. In questa pagina alcuni dettagli degli ambienti e sul sito www.lanuovaferrara.it anche un video dentro la caserma.
addio ex manicomio
Intanto, proprio da Rovigo arriva la notizia della rinuncia da parte dell’associazione alla gestione dell’ex manicomio e relativo parco a Granzette. È stata una delle operazioni più importanti realizzate da Vezzaro e soci, perché oltre alle mostre fisse ospitate all’interno dell’ex ospedale psichiatrico diventato museo, nel parco esterno di circa 22 ettari sono presenti una cinquantina di animali, fra cavallo, oche, tartarughe e caprette. Sabato scorso è stata incendiata una delle balle di fieno messa all’interno del parco. «Un gesto gravissimo e alla luce del sole - ci racconta Vezzaro -, perché avvenuto alle 12.30, mentre noi eravamo dentro il museo e una ventina di persone del club cinofilo effettuava esercizi con i cani nel parco. Basta, ho perso il conto delle gravi azioni lesive e intimidatorie subite negli ultimi mesi alle strutture e agli arredi del parco che, fra l’altro, costano alcune decine di migliaia di euro».
Proprio ieri Vezzaro ha comunicato all’Azienda sanitaria di Rovigo l’interruzione del contratto di gestione (sarebbe durato ancora tre anni), salvo tenere il servizio di guardianìa sino a fine anno: «Ci vedia mo costretti per la tutela di animali e visitatori a procedere in maniera drastica e definitiva, dovendo spostare sia le nostre attrezzature che le mostre in corso. Coscienti di essere i responsabili della sicurezza e obbligati a garantire l’incolumità di tutti, dobbiamo chiudere definitivamente al pubblico l’O.P. Park di Granzette. Decisione sofferta, ma a causa di alcuni individui che desiderano il ritorno all’oblìo dell’ex ospedale psichiatrico, insistendo con danneggiamenti e vandalismi, non possiamo proseguire con questo progetto. Abbiamo resistito e lottato, però ora che l’asticella del vandalismo si è elevata oltre la soglia di sicurezza non possiamo correre rischi».
Mercoledì 2 giugno ci sarà una ultima apertura speciale visto che dopo la comunicazione di chiusura, sono arrivate tante richieste per visitare le mostre e il parco, «poi le luci e le attività del parco si spegneranno per sempre». —
(17 - continua)
D.B.
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