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“Canalnero”, il giallo di Belli nato guardando ai bar del Polesine

Matteo Bianchi
“Canalnero”, il giallo di Belli nato guardando ai bar del Polesine

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Per Edicola Ediciones è uscito “Canalnero”, la seconda indagine di Vivian Deacon, la detective clochard concepita dalla penna di Marco Belli. A ispirare la fantasia dello scrittore ferrarese è stata sì un’affettuosa presenza locale, che ogni tanto si può incrociare per strada, ma anche l’esordio della fotografa Vivian Maier e il bagliore del bassista John Deacon dei Queen. Con il nuovo libro il giallista inaugura oggi il Microfestival delle storie al bar Non solo caffè di Polesella, alle 18, insieme alla vicesindaca Consuelo Pavani. «Il romanzo comincia alla Festa dell’Unità di Crespino, storica ricorrenza nel medio Polesine per liscio e lambrusco – esordisce l’autore – dove la Deacon si apparta per fotografare la pista da ballo; dopo aver immortalato un energico settantenne di cui aveva appena respinto l’invito, Ettore stramazza al suolo senza vita». La morte dell’uomo sarà derubricata come arresto cardiaco, ma Vivian trattiene alcuni particolari dalla scena del crimine che non la convincono e inizierà a indagare in direzione contraria.

NEI BAR DEL POLESINE

«Rispetto alla prima avventura avevo bisogno di un gruppo di fuoco – incalza – la Deacon non ha il porto d’armi, ma solo due borse fatiscenti nelle quali raccoglie i suoi effetti personali; senza tralasciare l’intuito che la contraddistingue e che la difende più di una pistola. Avevo in mente una serie di personaggi incrociati nei bar del Polesine e ai quali ho dato spessore tra le righe: Pietro Belloni, il suo braccio destro che la scorrazza in giro, Dj Caspian che l’aiuta in ambito informatico o il misterioso Massimo».

ELBA BOOK

Dopo “Uno sbaffo di cipria” (2017), Belli dimostra ancora una volta quanto la scrittura sia anche possessione; infatti non sono prevedibili le azioni dei fantasmi che ha ospitato nella sua testa e spesso è stato il loro carattere a influenzare il corso stesso della narrazione, come se il lettore percorresse uno sterrato in mezzo ai campi verdeggianti di inizio estate senza riuscire a prevederne lo svolgimento. Gran parte della storia si svolge nella zona del fiume che nasce con il nome Tartaro in provincia di Verona per poi diventare il nostro Canal Bianco. «Volevo che la parola “canale” fosse una nenia e la sua vista placida fosse lo sfondo dei pensieri di Vivian. La protagonista non ha abbandonato la città per la campagna, ma di tanto in tanto prende la corriera per raggiungere Adria e la provinciale costeggia a tratti il Canal Bianco – conclude – Sono momenti che lei usa per liberare la mente e riflettere sui particolari».

Marco Belli attraverso l’insegnamento e l’attività associativa ha ideato e strutturato Elba Book. La settimane edizione del festival dedicato all’editoria indipendente, il 20 e il 21 luglio, nel Comune di Rio, recupererà la concezione positiva del concetto di fatica. —

Matteo Bianchi

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