Zampoli, il pittore ritrovato «I suoi quadri al mercatino Ma ora li metto in mostra»
Ettore Zampoli, artista ferrarese dimenticato dai più, potrebbe essere paragonato (con le dovute proporzioni) ad Antonio Ligabue. Introverso, “strano”, economicamente instabile e fuori dal comune. Istrionico e fuori dagli schemi, Zampoli nacque a Ro nel 1925 (morto nel 2002), e nonostante non abbia frequentato né accademie e né aderito a correnti specifiche, sul finire degli anni Quaranta la sua arte si può inquadrare nel Futurismo; particolarità delle sue opere è che sono dipinte interamente su cartoncini, nello specifico, quelli delle camicie che la merciaia gli regalava. “Bestiario”, il nome della mostra promossa dallo studio Archeo900 e dall’associazione culturale Ferrara Pro Art, si avvale della curatela di Alberto Squarcia, la caratteristica come si evince dal nome è che le figure ritratte sono animali, la particolarità è che le forme di vari animali, unendosi in un abbraccio metafisico, producano nuove “entità”.
L’esposizione delle opere di Zampoli non è la prima; è stato già portato in mostra a Cracovia e Varsavia ed in seguito nella prestigiosa sede dell’Istituto italiano di cultura a Praga nella zona rinascimentale, in Mala Strana; oltre il bestiario vi sono altri tre categorie di opere: architettura, vasi per fiori e volti. Curiosa è anche la storia con cui il curatore della mostra Alberto Squarcia è venuto a conoscenza e in possesso delle opere di Zampoli: «In un mercatino di Polesella ho notato queste opere buttate per terra insieme ad altri disegni, da lì iniziai un percorso di ricerca che mi portò a conoscere un cugino di Zampoli che mi diede una cassa piene di suoi disegni; ora li porto in giro con lo scopo anche di patrocinare la sua arte». La mostra resterà aperta in corso Porta Mare 8/b a Ferrara fino al 22 giugno dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19; sabato e festivi visitabile su appuntamento.
Per informazioni e dettagli: 0532.1862076. —
Antonio J. Palermo
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